Arsura. Esce l'attesissimo album

Folk e tradizione: è questo il fortunato mix che rende irresistibili le sonorità della band salentina

Il poliedrico gruppo salentino è giunto al termine di un ambizioso progetto, che si concretizza con l’album d’esordio, compendio di una lunga e fortunata esperienza nelle piazze e nei pub.

È uscito il primo disco degli Arsura, uno dei più interessanti gruppi etno-musicali del Salento. Nove tracce di folk contaminato con testi e musiche di Giuseppe Reho, poeta naif e anima del gruppo. Nove tracce che racchiudono e raccontano un lavoro di ricerca e sperimentazione durato diversi anni. In questi anni gli Arsura si sono esibiti su palchi prestigiosi quali quello de “La notte della taranta” ed hanno debuttato sul piccolo schermo, nei programmi RAI “Uno mattina” e “Linea verde”, senza mai dimenticare, però, le piazze, le strade e le bucoliche feste di campagna, fedeli a una tradizione che è di primitiva socialità, ad un legame di sangue con la propria terra. In quest’album d’esordio, rileggono alcuni dei più suggestivi brani tradizionali: da “pignuli pignuli” a “donna ci stai alle cammere nserrata”, da “e 'cca me pizzicau” a “tu bella”. Ma le cose migliori vengono dalla produzione originale della band: “raggataranta”, “la ballata di Antonio Verri”, “curru”, “pinzieri e speranze” e la struggente “mare”. Un viaggio nella storia e nei profumi della nostra terra, attraverso gli uomini che meglio l’hanno rappresentata (come il poeta e scrittore Antonio Verri), le vicende che l’hanno segnata (quelle dei nostri emigranti e delle speranze delle loro madri), i luoghi che più di tutti l’hanno descritta (come il bellissimo e suggestivo mare di Ugento). L’immagine di copertina, tratta da un quadro di Enza Mastria, raffigura un curru, cioè una trottola, mentre sullo sfondo c'è il paesaggio caldo ed accogliente della campagna salentina, calore che riscalda e vivifica e da cui gli arsura prendono il nome; in cielo sono raffigurati i componenti della band presi per mano come in un ricamo di cotone bianco. Nel libretto sono presenti, oltre ai testi in vernacolo, anche le traduzioni. Per informazioni è possibile visitare il sito www.arsura.it.

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