Un treno per stimolare l’impegno civile

La “memoria” secondo Loredana Capone, vicepresidente della Provincia di Lecce

Il viaggio della memoria con cui 370 studenti salentini raggiungeranno Auschwitz deve far riflettere anche sulle atrocità di oggi. E’ tempo di lottare perché ciò che è stato non accada più

di Loredana Capone* Domani, oltre 370 giovani studenti salentini visiteranno il campo di concentramento di Auschwitz – Birkenau, grazie all’iniziativa del treno della memoria, organizzata dalla Provincia di Lecce, in collaborazione con la Regione Piemonte e l’Associazione Terra del Fuoco di Torino, in occasione della Giornata della Memoria. Domani, questi ragazzi e queste ragazze vedranno con i loro occhi i luoghi della deportazione, della violenza, della sopraffazione, della morte disumana inflitta a milioni di ebrei. Noi vogliamo che questo viaggio nell’orrore del passato porti con sé soprattutto il rifiuto del ripetersi di simili crimini nel futuro. E’ questo il senso forte che vogliamo dare a questa esperienza. E’ questo ciò che vogliamo trasmettere ai nostri giovani: il coraggio di combattere ogni giorno le discriminazioni, le ingiustizie, le violenze che ancora oggi, quotidianamente, colpiscono i più deboli. Nel ricordo della deportazione degli ebrei abbiamo il dovere di non dimenticare le nuove forme di schiavitù e sfruttamento, come la tratta di esseri umani, donne e bambini in modo particolare, che in questi giorni ha occupato le cronache nazionali nell’ottima operazione delle forze di polizia e che noi già da tempo combattiamo con il progetto “Libera”. Occorre lottare per ridare la dignità violata a migliaia di esseri umani che ancora oggi, nel 2007, sono trattati come schiavi e come schiave, violate e vendute nel modo più becero che una persona possa immaginare. C’è bisogno di aprire gli occhi contro le discriminazioni, lo sfruttamento, la vendita di esseri umani, ora come allora. Non è solo memoria. E’ scottante attualità. Noi e i ragazzi non siamo chiamati solo a turbarci per quanto accaduto ad opera della dittatura nazifascista convinta della superiorità della razza ariana. Oggi dobbiamo indignarci e lottare contro l’enorme e anche sofisticata capacità di sfruttamento che organizzazioni criminali nazionali ed internazionali riescono ad adottare in Paesi democratici, liberali a danno di donne e bambini. Attingere ai ricordi e quindi alla sofferenza dell’esperienza più atroce che l’Europa ha conosciuto, significa stimolare l’impegno civile a lottare perché anche le atrocità dei nostri tempi non accadano più. *vicepresidente della Provincia di Lecce

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