La Puglia sceglie il modello Napoli

Idee su come rilanciare il turismo croceristico in Puglia

Massimo Ostillio, assessore regionale al turismo ed all’industria alberghiera, chiama l’Autorità portuale di Napoli “Un modello da importare per rilanciare il turismo crocieristico in Puglia”

“Valorizzare e promuovere il turismo croceristico in Puglia”. Con questo obiettivo, Massimo Ostillio, assessore regionale al turismo, ha aperto venerdì 26 gennaio a Bari un tavolo di concertazione tra gli enti interessati allo sviluppo del settore. L’incontro, che si è tenuto nella sala riunioni del palazzo della Presidenza della Regione Puglia, ha avuto un ospite d’eccezione, Pietro Capogreco, segretario generale dell’Autorità portuale di Napoli. Per Ostillio, dall’esperienza altamente positiva di Napoli il sistema portuale pugliese può raccogliere input importanti, tali da consentirgli di invertire la rotta e lavorare al rafforzamento di un settore ritenuto strategico per incrementare i flussi turistici incoming. Grazie al turismo, negli ultimi sei anni, infatti, il porto di Napoli ha incrementato del 146 per cento i suoi traffici, passando da 300 mila a un milione di croceristi. Anche nel 2006 il traffico delle crociere ha toccato punte di eccellenza: i passeggeri sono stati 1 milione rispetto ai 830.208 del 2005, con un incremento del 20,5 per cento. “Ciò dimostra che il porto di Napoli, a prescindere dal trend di crescita dimostrato dall’intero mercato croceristico mondiale è diventato per i cruise operator internazionali un punto di riferimento – ha affermato Capogreco. Tale crescita esponenziale – ha aggiunto – è attribuibile non solo alle alla posizione geografica della città di Napoli, e quindi del suo porto, ma anche all’impegno dimostrato dall’Autorità portuale teso a potenziare e migliorare i servizi ai passeggeri e, in generale, l’intera offerta rivolta a questa particolare utenza”. Modello Napoli, dunque. L’eccezionalità del risultato è stata sottolineata anche da Giovanni Brigante, presidente della Camera di Commercio di Brindisi: “L’esperienza di Napoli è fattibile, ma dobbiamo cambiare registro – ha dichiarato con malcelato rimpianto nel pensare a quando, durante i primi anni Novanta – il porto di Brindisi, che è tre volte più grande di quello partenopeo, sulle brevi distanze sviluppava un traffico pari a un milione, un milione e mezzo di passeggeri – Oggi la situazione è ben diversa – E’ disastrosa” – ha rimarcato Brigante accogliendo con grande slancio le finalità dell’iniziativa messa in campo dall’assessore Ostillio e le idee operative individuate, tra cui spicca quella di istituire un coordinamento istituzionale tra Regione, enti pubblici territoriali, imprese e società di gestione. Così come è stato per Napoli, la vera svolta per la Puglia è rappresentata non solo da una pianificazione strategica del sistema porto ma, come ha precisato l’assessore regionale dalla capacità di offrire servizi di accoglienza efficienti e di qualità attraverso l’offerta di iniziative speciali, adeguate alle esigenze operative delle navi e legate alle molteplici tipicità del territorio. Il segreto della vittoria del porto di Napoli, infatti, lo si può sintetizzare nel grande lavoro di squadra con cui si è operato. Solo sviluppando sinergie è possibile superare le problematiche che di volta in volta si presentano, considerato che non è facile gestire gli interessi dei diversi soggetti, pubblici e privati, impegnati nel progetto. E’ proprio su questo lavoro di squadra che Ostillio ora intende puntare. La proposta lanciata dall’assessore di istituire una cabina di regia istituzionale con tutti i soggetti intermedi ha raccolto il consenso delle autorità presenti all’incontro, tra cui Francesco Mariani, segretario generale dell’Autorità portuale di Bari e Manlio Guadagnolo, amministratore delegato della Bari porto Mediterraneo, Società di gestione del terminal croceristico. Turismo croceristico, ma non solo. “ Il nostro obiettivo – ha concluso l’assessore Massimo Ostillio – è creare una interconnessione con il turismo nautico e da diporto. Oggi all’attenzione ci sono i porti di Bari e Brindisi, ma non è da escludere che il progetto possa interessare tutta la Regione ”.

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