Lecce città della cartapesta

Antonio Rotundo lancia idee e proposte per rilanciare e ridonare appeal a un’arte che è parte intrinseca del dna della tradizione leccese

Antonio Rotundo, candidato a sindaco con l’Unione alle prossime elezioni amministrative di Lecce, lancia un ‘idea che vede il coinvolgimento diretto di una delle più antiche e d importanti tradizioni di Lecce: la cartapesta

Antonio Rotundo, candidato a Sindaco con l’Unione di centrosinistra alle prossime elezioni amministrative del capoluogo salentino, ha avuto in questi giorni un incontro con alcuni artisti cartapestai leccesi come Antonio Malecore, Francesco delle Site e Sandro Lazzari per individuare un luogo permanente di esposizione al fine di consentire per tutto l’arco dell’anno visite guidate nell’esposizione storica e nell’esposizione delle botteghe attuali (solo artigiani veri, non hobbysti, cui eventualmente riservare altri spazi). L’esposizione potrebbe essere una mostra-mercato permanente nella quale le singole botteghe potrebbero avere il loro punto-vendita. Nel documento sottoposto da Antonio Rotundo all'attenzione dei maestri cartapestai c’è la volontà di adattare alcuni spazi del contenitore a laboratorio didattico/ludico-ricreativo, in sintonia con esperienze d’avanguardia in numerose realtà museali europee, nel quale sia possibile ricostruire l’intero ciclo produttivo della cartapesta sia per i ragazzi sia per la terza età. In questo modo l’iniziativa potrebbe rientrare in offerte turistiche ad hoc sia per il turismo scolastico sia per il turismo degli anziani. I laboratori potrebbero essere gestiti in sinergia con l’Accademia delle Belle Arti raggiungendo il duplice obiettivo di essere palestra per gli studenti e vetrina per i turisti, facendo provare loro l’emozione di creare un oggetto in cartapesta. Inoltre la Fiera di Santa Lucia, che tradizionalmente si inaugura ogni anno il 13 dicembre e si chiude il 24 dicembre, ha cambiatola sua funzione. Se prima infatti era l’appuntamento che i leccesei avevano per comprare i pupi per il proprio presepe, da qualche anno la fiera ha cambiato natura: ci sono turisti che vengono apposta in città per acquistare i pupi di cartapesta al di là della realizzazione del proprio presepe e, dunque, non ha più alcun senso limitarne il periodo temporale. Molti turisti che magari arrivano in città, per esempio. per le vacanze di Capodanno rimangono delusi dal non poter visitare la mostra. Dal 2005 il Comune ha ampliato di qualche giorno l’apertura, anticipandola all’8 dicembre, ma non basta. A Napoli, solo per fare un esempio, le botteghe del centro vendono pupi tutto l’anno. La Fiera dei Pupi dovrebbe essere in grado di attirare turisti e visitatori da novembre fino a gennaio, almeno fino alla prima domenica successiva alla Befana (particolarmente forte è l’appeal della mostra sulle scuole di tutta la Puglia). Nel documento stilato dal candidato sindaco di Lecce con i maestri cartapestai c’è un chiaro riferimento agli incentivi che dovrebbero essere dati alle botteghe, ma non solo. Si potrebbero studiare degli incentivi per le botteghe, così come l’intera gestione dell’operazione potrebbe essere affidata per esempio ad un Consorzio ad hoc dove si incontrano pubblico e privato. Potrebbero essere previste attività di sostegno alla commercializzazione e alla promozione dell’immagine della cartapesta su scala nazionale. Oltre a ciò, secondo l’opinione del candidato sindaco dovrebbe essere portata avanti l’idea di istituire un marchio di qualità. L’operazione non può prescindere dalla creazione di un marchio di qualità per la “cartapesta leccese”. Si può pensare di iniziare a fare qualcosa del genere all’interno del progetto di marchi d’area gestito dalla Provincia. Gli obiettivi di tale operazione sono innumerevoli come ad esempio l’immedesimazione dell’immagine della città con il suo prodotto più noto al mondo. La tradizione potrebbe coniugarsi anche con l’innovazione grazie alla produzione di oggetti di design contemporaneo, già oggi esportati in tutto il mondo. Dunque non un’immagine stantia, legata al passato, ma dinamica, proiettata al futuro. Ricostruzione di un’identità cittadina fondata sulle tradizioni, dove le radici diventano una preziosa risorsa per costruire il futuro Tutto questo porterebbe ad un rafforzamento del tessuto delle botteghe della cartapesta tradizionale, senza tralasciare il fatto che indubbiamente accanto a questo fenomeno si solleciti e si rafforzi l’intero tessuto artigianale e della piccola impresa Ed infine l’ampliamento e rafforzamento dell’offerta turistica: la cartapesta potrebbe essere la carta in più per destagionalizzare le presenze affiancandola a Barocco, Mare, Natura.

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