Alla ricerca dell’eleganza

Bando ai pugni nell’occhio. Ricerchiamo la sobrietà

Il piacere di riscoprire se stessi riscoprendo le testimonianze del passato di un paese. Non solo quelle monumentali, ma anche quelle considerate meno importanti

Una passeggiata per le strade dei nostri centri antichi ce ne fa certamente apprezzare il valore storico-architettonico-urbanistico, un patrimonio “a misura d’uomo” di cui siamo orgogliosi. Ma, purtroppo, a volte ci si imbatte in interventi edilizi inopportuni e incongruenti, in alterazioni e modifiche urbanistiche che lasciano a desiderare. Per poter salvare l’autenticità di ciò che si è conservato fino ai nostri giorni, si sa, occorre invece intervenire il meno possibile. Riuscire a individuare codeste brutture può diventare un modo per appropriarci della nostra identità, attraverso la presa di coscienza, la consapevolezza che tali opere sono l’espressione di quella “deprivazione culturale”, che dobbiamo invece contrastare. In giro per il Salento anonimi palazzi moderni prendono il posto di edifici dalla consolidata e insostituibile fisionomia storico-estetica, anando così un “ vissuto” di secoli. Appariscenti croci al neon talvolta sovrastano piccole e grandi chiese, alterando l’armonia di cuspidi e coronamenti; cupole di campanili dalla scintillante doratura ricoprono più modesti, ma originari, materiali di costruzione locale. Infissi in ottone, inopportunamente luccicanti nelle case a corte, sostituiscono il legno “di sempre” su vicoli e lastricati. A volte si ha l’idea che tutto sia possibile… Non potendo fare altro, teniamo perciò viva la riflessione sul brusco contrasto tra vecchio e nuovo, che spesso si identifica con il brutto e il bello, un approfondimento indispensabile ai fini della prevenzione. A tal fine suggerimenti e foto possono rivelarsi utili nell’illustrare sia i tratti incontaminati che quelli deturpati del nostro ambiente. Bando ai pugni nell’occhio! Prendiamo consapevolezza dell’elegante semplicità e delle sobrie proporzioni che donano armonia e senso estetico alla nostra vita quotidiana: riscoprire le testimonianze del passato di un paese, non solo quelle monumentali, ma anche quelle considerate meno importanti, significa riscoprire se stessi. Un po’ come è accaduto in questo trascorso periodo, tra casa e corte e frantoi ipogei, con le ambientazioni dei presepi viventi.

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