Gli anziani compiono 10 anni

Il centro aperto polivalente per anziani di Casarano compie dieci anni, ma l’amministrazione comunale non ha previsto nessuna manifestazione per celebrare tale data

Il 16 gennaio 1997, dieci anni fa, veniva inaugurato il centro polivalente per anziani di Casarano, ma l’amministrazione comunale non ha previsto alcuna manifestazione per ricordare la nascita di tale struttura. Ed è polemica con l'opposizione

Dieci anni fa, il 16 gennaio 1997, veniva inaugurato il “Centro Aperto Polivalente per Anziani”, il primo luogo di incontro e di confronto tra cittadini con almeno 50 anni di età. L’amministrazione comunale, però, non ha previsto nessuna manifestazione per ricordare una data importante di una struttura che, nel bene e nel male, ha dato una svolta storica nei rapporti tra ente pubblico e una fascia sociale cosiddetta “debole”. Non ci saranno manifestazioni perché, come accusa l’opposizione, “semplicemente, se ne è dimenticata”. Negli ultimi anni, il centro ha perso le caratteristiche originarie, diventando sempre di più un sorta di circolo privato. “Più che un circolo privato, mi sembra che sia diventato una bettola di lusso – accusa Francesco Capezza, l’ex assessore ai Servizi Sociali che caldeggiò l’istituzione del centro, oggi consigliere comunale di opposizione – mi auguravo che dopo di me il centro andasse meglio, invece è andato sempre peggiorando. Ormai si sono ridotti a giocare a carte. Non ci sono più iniziative – prosegue l’esponente di “Casarano Amica” – oppure quelle poche che ci sono state, si sono esaurite in mezza giornata. Non è più il luogo di incontro e di confronto, che era il principale degli obiettivi, ma è diventato solo il classico ritrovo da vecchi”. “In questi ultimi otto anni – continua Capezza – si sono tradite tutte le aspettative. La valenza positiva dei primi tempi è andata via via scemando”. Il consigliere di minoranza rivela che presso il Centro Anziani l’amministrazione comunale ha dislocato 4 dipendenti, “un numero eccessivo rispetto all’attività svolta, ma me la prendo con chi li mette nelle condizioni di far a”. L’ex assessore contesta soprattutto il fatto che “una struttura simile non può avere un orario al pubblico come un normale ufficio, perché è tutt’altra cosa. Per farlo funzionare – conclude Capezza – servirebbe una convenzione con gente che sa gestire strutture del genere”.

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