Lecce guardi a Pavia

L’intervento di Loredana Capone nel dibattito sull’uso dell’ex istituto Garibaldi

Il Garibaldi diventi una residenza universitaria d’eccellenza e un punto di incontro tra il mondo dell’economia e l’Università. Confindustria non modifichi del tutto la destinazione d’uso della struttura. E’ la proposta di Loredana Capone, vicepresidente della Provincia, sul futuro dell’edificio

di Loredana Capone Lecce come Pavia. Riflettendo sul futuro del capoluogo salentino come città universitaria e, in particolare, sul futuro del ex istituto Garibaldi, mi è sempre venuto in mente l’Almo Collegio Borromeo. L’interesse di Confindustria per palazzo Garibaldi può rappresentare un’opportunità simile al modello di Pavia, lì dove però si riesca a trovare un’adeguata e originale sintesi tra il progetto degli industriali e la destinazione d’uso dell’edificio storico a residenza universitaria. Il restauro del Garibaldi si è potuto compiere a partire dal 1996, in seguito alla decisione dell’amministrazione comunale guidata allora dal sindaco Salvemini di dare all’edificio la destinazione di residenza universitaria. Ricordo che quando il progetto fu commissionato l’immobile era notevolmente compromesso, al punto da non far emergere tutta la bellezza artistica e architettonica che si è poi svelata con il restauro e che, oggi, va salvaguardata e valorizzata, evitando interventi che possano ridurne l’efficacia. Dieci anni fa, dunque, la decisione scaturì dalla convinzione che per rendere Lecce città universitaria occorressero investimenti anche prestigiosi per gli studenti, così come avviene in tutte le altre città italiane ed europee soprattutto, e che le residenze universitarie non fossero solo quelle ordinariamente gestite dall’Edisu, ma potessero essere anche rappresentate da immobili importanti, che ospitassero le eccellenze opportunamente selezionate e fossero dotati di modernissimi servizi, come i college inglesi o svizzeri. E’ sufficiente visitare il centro storico di Bologna per vedere come il cuore del capoluogo emiliano parli di Università proprio attraverso i suoi edifici più prestigiosi. Non c’è immobile che non dica del protagonismo degli studenti, che non esprima l’attenzione che la città dedica alla qualità dei servizi connessa con la formazione e l’eccellenza. A Lecce, invece, in questi anni, troppo si è speso in parole e troppo poco in fatti, soprattutto quando questi fatti riguardano da vicino gli studenti. Si dice che il futuro è dei giovani, ma perché sia effettivamente così occorre investire nel presente, nei laboratori attrezzati, nella qualità della vita per gli studenti universitari, per rendere palpabile il rapporto tra città e studenti. L’istituto Garibaldi rappresentava per noi amministratori un segno concreto di questa attenzione. Esprimeva il desiderio e la volontà di fare a Lecce un po’ quello che il Borromeo è a Pavia, con le sue sale prestigiose destinata a club dei professori e degli studenti, nonché a biblioteche specifiche universitarie, a sale di lettura e conversazione, ancora assenti nella nostra città. Anche questo, d’altra parte, è motore per lo sviluppo, perché significa mettere a disposizione dei docenti delle diverse facoltà un luogo d’incontro e di confronto diverso da quello delle aule. Anche questo è idoneo a collegare il mondo studentesco ed universitario ai vari settori della vita cittadina, e anche a quello industriale. Perché la qualità dello studio e dell’università non è indifferente alla crescita economica e, dunque, anche industriale e sociale della città. E’ a questo proposito che rivolgo a Confindustria e, in particolare, al presidente Montinari e al direttore Corvino, l’invito a riflettere su una collaborazione tra associazione degli industriali, comune e ateneo, per non sottrarre agli studenti e all’università l’ex istituto Garibaldi, ma anzi a favorire un migliore rapporto tra questi mondi, a partire proprio dalla collaborazione nel completamento del restauro dell’edificio, per lavorare su un processo di costruzione di un futuro che veda sempre più intrecciati il mondo della ricerca e il mondo della produzione, dell’arte e della cultura. Un esempio di ciò che intendo dire? Sarebbe bello per la città poter fruire di un Club dell’Economia e dell’Innovazione, con sede all’interno del Garibaldi, dove docenti d’ingegneria, di economia, di diritto, s’incontrano con gli studenti, con i rappresentanti dell’economia cittadina, dell’arte, della cultura, in un luogo destinato proprio al confronto delle idee, anche informale. Propongo, pertanto, a Confindustria d’insistere nell’impegno a sostenere il recupero del Garibaldi, ma a farlo senza variarne completamente la destinazione d’uso, semmai a prevederne la integrazione tra pochi alloggi per i più meritevoli e una destinazione agli altri servizi utili più complessivamente ai giovani talenti e a tutta la città. Tutto questo rafforzerebbe il progetto strategico di Confindustria d’investire a supporto delle eccellenze scientifiche, artistiche e culturali.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!