Perché partire dall’oratorio

Iniziativa di Rotundo e Capone sulle problematiche giovanili

L’oratorio è spesso l’unico luogo di aggregazione nelle periferie di una città. E’ giusto, allora, affermano Antonio Rotundo e Loredana Capone, contribuire alla sua sopravvivenza. Anche grazie ai fondi che la Regione Puglia ha promesso di erogare

“Gli oratori sono molto spesso il più importante, a volte l’unico, luogo di aggregazione sociale, fondamentale nelle periferie della città, soprattutto per le giovani generazioni che qui hanno sempre trovato un punto di riferimento importante. Per noi essere qui, nella parrocchia di San Sabino, è innanzi tutto una scelta simbolica: l’oratorio diventa infatti il luogo attraverso il quale noi compiamo una scelta di valore, un modo nuovo di indicare le priorità della politica. Una politica che guarda con attenzione alla Lecce del disagio, alla Lecce verso la quale le istituzioni della città non hanno avuto in questi anni la giusta attenzione. Noi abbiamo deciso di partire proprio dalle periferie, dalla parte degli indifesi della città, dalla Lecce invisibile, per costruire insieme a voi una politica nuova, quella dell’attenzione e della prevenzione. E per farlo al meglio cominciamo da quelle strutture che in questi anni hanno significato per i cittadini di tali quartieri l’unico vero luogo di incontro e di crescita sociale. Anche per questo accogliamo con grande soddisfazione la decisione della giunta regionale di portare a termine un importante provvedimento in favore di strutture come queste attraverso la legge regionale per lo Sport”. Così Antonio Rotundo, candidato sindaco dell’Unione, ha concluso ieri l’incontro nei locali dell’oratorio della parrocchia di San Sabino, in piazzetta S. Sabino a Lecce su “Le problematiche riguardanti la condizione dei giovani e il ruolo degli oratori nella città di Lecce”. Vi hanno partecipato anche Loredana Capone, vicepresidente della Provincia, don Gaetano, della parrocchia di San Sabino, Pasquale Porpora, consigliere provinciale, Gaspare Lipari, responsabile dell’oratorio di San Sabino. Ha aperto l’incontro Don Gaetano. “La vostra presenza – ha dichiarato – è il segno di un’importante attenzione nei confronti delle periferie e delle nuove generazioni, di cui gli oratori sono il vivaio. I nostri giovani crescono non senza difficoltà, sia strutturali che esistenziali. Queste ultime perché mancano sempre di più i punti di riferimento nella propria vita. Le strutture sono importanti perché attraverso esse ci sentiamo aiutati ad accogliere. Il mio invito è quello di collaborare insieme per il bene dei nostri ragazzi, ma anche degli adulti, perché gli oratori hanno anche il compito di creare integrazione fra generazioni”. Entusiasta anche l’intervento di Loredana Capone. “In molti quartieri – ha detto – gli oratori sono spesso l’unico centro di aggregazione giovanile, soprattutto nelle periferie. Pensiamo a quanto sia importante per i genitori e per i ragazzi stessi contare su un luogo dove crescere con l’educazione allo sport, alla collaborazione, all’aiuto reciproco, e anche al teatro e alla musica. Grazie ai parroci e ai volontari di diverse età, il cui lavoro apprezziamo moltissimo, che operano negli oratori, i ragazzi si formano e crescono nell’ottica della più sana socialità. Quello degli oratori è un ruolo importante che rispetta davvero il principio di sussidiarietà, ruolo che però va integrato con le altre strutture sociali che operano sul territorio e che vogliamo siano valorizzate. Per questo auspico anch’io, come Rotundo, che i fondi destinati agli oratori siano erogati presto dalla Regione e che nello stesso tempo le istituzioni si impegnino a fare quanto possibile per aiutare queste strutture ad essere sempre più incisive nel territorio”.

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