Bludiesel o biodiesel?

Quando devio l'acqua al mio mulino

“L'analisi Per il presidente di Assopetroli, Fabrizio Camilli, le chiusure sono inutili” “Bisogna puntare sul carburante pulito” “Tra i fattori inquinanti l'Ilva, Cerano e i vecchi impianti di riscaldamento” Nuovo quotidiano di Puglia 03-01-2007 Pag.9

Certamente l'inquinamento non è prodotto esclusivamente dalle automobili. Certamente le chiusure al traffico non sono la soluzione. Certamente il petrolio è il maggior responsabile, e non solo dell'inquinamento (pensate alla stabilità del medio oriente in relazione alla sua ricchezza di petrolio e allo 'strapotere' di chi ci si arricchisce a spese delle popolazioni locali, come accade per esempio in Nigeria). Ovviamente il presidente regionale di Assopetroli preferisce pensare che un sottoprodotto dell'oro nero, magari anche meno inquinante, sia la soluzione. Il primo vantaggio che ha il bio-diesel su qualsiasi derivato del petrolio è che la pianta usata per produrlo crescendo trasforma una quantità di anidride carbonica in ossigeno, guardacaso la stessa quantità che poi rilascierà durante la combustione, creando così una reale 'emissione-zero'. Il secondo, non per importanza, è che può essere prodotto in molti luoghi e da molte persone al contrario del petrolio che, oltre ad essere limitato e solo in pochi luoghi, è gestito da un gruppo limitato di persone. Il terzo, e ultimo almeno per ora, è che le piante possono ricrescere ad un ritmo impensabile per il petrolio che va via via esaurendosi. Se ha ragione Camilli a ricordare che anche le fabbriche e i riscaldamenti contribuiscono all'inquinamento sbaglia pensando ad una soluzione comunque palliativa come quella del bludiesel che non elimina il problema ma lo rimanda solamente.

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