Bomba al Comune. Surbo corre ai ripari

I primi provvedimenti dopo l’esplosione dell’ordigno di fronte alla sede del Comune

Più forze dell’ordine in città e un consiglio comunale monotematico per discutere di tutti gli atti intimidatori che si sono susseguiti negli ultimi mesi. Così Antonio Cirio, sindaco di Surbo, affronta l’attentato di ieri a Palazzo

Il sindaco non vuole né la scorta né vigilanze saltuarie. Ma un aumento della presenza di forze dell’ordine in città, quella sì. Succede a Surbo, dove nelle prime ore del giorno di ieri, una bomba rudimentale, confezionata con una bottiglia di plastica da due litri piena di gasolio, è stata fatta esplodere contro la sede del Comune, procurando danni per circa mille euro. Non era il primo attentato di questo tipo, nella cittadina salentina. Lo scorso 26 settembre, infatti, un ordigno simile era esploso vicino all’abitazione di Antonio Cirio, il primo cittadino, e a partire dai giorni successivi si erano susseguiti diversi incendi ai cassonetti della spazzatura. Secondo gli inquirenti, probabili autori dei gesti intimidatori potrebbero essere cittadini ex detenuti, liberati dall’indulto, ora in cerca di occupazione, per legge. Alcuni di questi, infatti, erano stati impiegati, ma solo per un paio di mesi, dall’azienda di raccolta rifiuti Enotecnica. “Ma non è il caso di allarmarsi”, dice il sindaco. Che intanto un aumento delle forze dell’ordine in città lo ha accettato dal prefetto Gianfranco Casilli, a seguito di un incontro avvenuto ieri a Lecce, ed ha già fissato, per il 3 gennaio, un consiglio comunale monotematico per discutere dell’attentato incendiario e degli episodi dei mesi scorsi.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!