Buon (?) Natale Lecce

La sconfitta al via del Mare contro il Vicenza dell'ex Gregucci segna un momento decisivo. Nel senso che va presa una decisione

I tifosi s'aspettavano un bel regalo per questo Natale. Così non è stato. Ad inizio stagione non ci si aspettava che a questo punto del campionato saremmo stati in queste condizioni. A guardarci le spalle!

Sarà stata l’atmosfera natalizia o magari i tre punti conquistati a La Spezia, sta di fatto che i tifosi salentini si aspettavano di uscire dal Via del Mare con un bel regalo. Così non è stato. Il Lecce ha incassato la sconfitta contro il Vicenza dell’ex tecnico Gregucci e si appresta a vivere un periodo che, si spera, sarà decisivo, nel senso che una decisione va presa. Questo in sostanza quanto accaduto al Via del Mare. Già al primo minuto si capisce bene quali siano le intenzioni della squadra ospite: una svista (la solita) della difesa giallorossa e Cavalli si lancia in area, Benussi esce e tenta di respingere di piedi, ma devia il tiro verso la porta ed a sventare il pericolo arriva Diamoutene (il migliore di tutta la gara) a salvare sulla linea di porta. Al 5’ si vede il Lecce con Caccavallo che tenta il tiro da fuori area, Zancopé devia in corner, battuto, è ancora il giovane attaccante salentino provarci ed ottiene di nuovo un corner. Il Lecce punzecchia un po’, niente di che, mentre il Vicenza si mostra com’è, non una grande squadra, ma quadrata e ben messa in campo, tant’è che al 20’ arriva il solito gol (solito, perché copia conforme di quelli già subiti dal Lecce): Cavalli sfugge allo sguardo della difesa, ma soprattutto all’inefficace rincorsa di Petras, si trova solo contro Benussi e vince l’uno a uno segnando il gol del primo vantaggio. Il resto del primo tempo si segnalano solo gli errori del Lecce, in sequenza: al 21’ Valdes in area, sottoporta, non aggancia (o forse proprio non vede) il cross di Angelo; al 25’ un’iniziativa (una delle poche) di Osvaldo non termina a conclusione; al 34’ Vives serve un cross perfetto per Valdes che però non supera Zancopé in uscita; al 41’ la punizione dalla distanza battuta da Valdes arriva in area…ma nessuno la vede e Zancopé blocca agilmente. Nel frattempo il Vicenza non ha costruito molto ma probabilmente si stava solo risparmiando o preparando. All’inizio della ripresa il Vicenza si mostra dalle parti di Benussi con un colpo di testa (alto sulla traversa) di Padoin e poi scomparsa lasciando un po’ la scena ai tentativi del Lecce, prima con una punizione dalla distanza battuta da Osvaldo, poi con un tiro da fuori area di Vives, che costringe Zancopé alla massima estensione per deviare in corner, sui cui sviluppi, Diamoutene di testa mette dentro segnando il gol del momentaneo pareggio. Ma i ragazzi di Gregucci riprendono in mano la situazione, avanzano sino a trovare lo spazio giusto: al 31’ sugli sviluppi di un corner, a difesa schierata, Cavalli mette dentro ed è 1 a 2, ed è anche la fine di questa partita. Anzi no, va detto che al 42’ della ripresa, si verifica l’azione più significativa, ma anche più enigmatica del Lecce: mister Zeman effettua un triplice cambio proprio a tre minuti dalla fine (se si escludono i quattro di recupero, non ancora comunicati dal quarto uomo), fuori Caccavallo, Vives e Polenghi rispettivamente per Herzan, Rullo e Babù. Ma lo stadio non ha gradito, questa che a molti è sembrata una presa in giro. Buon Natale Lecce. Infine va dato atto alla serietà di mister Gregucci che, in sala stampa a chi gli ha domandato se quella di stasera sia stata una vendetta (venne esonerato la scorsa stagione ndr), lui ha risposto con fermezza e credibile estrema sincerità di non provare alcun rancore per nessuno e che anzi ancora oggi ha il massimo rispetto della famiglia Semeraro, ma soprattutto della sua terra (è un pugliese di nascita). L’unico discorso sensato udito in sala stampa.

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