Teatini: “gara” conclusa

Hanno partecipato 34 aziende al pubblico incanto per l’affidamento dei lavori di completamento del restauro dell’ex Monastero dei Teatini. Ha vinto la “C&G” s.r.l. di Mesagne

Diventerà un “centro espositivo commerciale” con annessa una “scuola dei mestieri artigianali”. Conclusa la prima fase dei lavori, costati oltre due milioni di euro, si è passati all’appalto del restauro dell’ala sud-ovest: oltre mezzo milione di euro, provenienti dalla legge sul “Barocco leccese”

E’ stato espletato nei giorni scorsi il pubblico incanto per l’affidamento dei lavori di completamento del restauro dell’ex Monastero dei Teatini. L’intervento è stato finanziato nell’ambito del PIS n.11 -“Itinerario turistico-culturale Barocco Pugliese” Misura 2.1 “Valorizzazione e tutela del patrimonio culturale pubblico e miglioramento dell’offerta e della qualità dei servizi culturali”, nell’ambito del POR 2000/2006. Alla gara hanno partecipato 34 imprese, tra le quali quella aggiudicataria è risultata la “C&G” s.r.l. di Mesagne con una offerta ribasso del 22,71% su un importo a base d’asta di € 537550,10. L’ex Monastero dei Teatini di corso Vittorio Emanuele II (“bene culturale” sottoposto a vincolo di tutela e assoggettato alla disciplina di cui al D.lgvo n. 42/2004) è un immobile di proprietà comunale in posizione strategica nell’ambito del centro storico cittadino e costituisce uno dei manufatti di interesse storico-artistico più rappresentativi dell’area storica. La destinazione a “centro espositivo commerciale” ed a “scuola dei mestieri artigianali” costituirà un importante volano per il rilancio delle attività economiche e culturali di Lecce e dell’intero territorio. I lavori di recupero del manufatto sono stati avviati con i finanziamenti del Programma di iniziativa comunitaria “Urban Italia 1997-99” (sottoprogramma n.16: Lecce), con i quali è stato eseguito un primo lotto di lavori per l’importo complessivo di oltre 2 milioni di euro che ha già reso possibile la fruizione di un’ampia porzione della struttura per eventi culturali, fiere ed esposizioni temporanee. L’azione di recupero avviata ha trovato prosecuzione con un secondo lotto di lavori finanziato con i fondi della Legge n. 59/2001 ”Barocco Leccese”. Quest’ultimo intervento consentirà, infine, il restauro conservativo ed il recupero funzionale di parte dell’ala sud-ovest dell’ex Monastero dei Teatini. Il progetto prevede il restauro di una superficie complessiva di 432,60 metri quadri e comprende: locali a piano terra con accesso da corso Vittorio Emanuele II e parte della sacrestia attualmente adibita a deposito; il piano seminterrato; una parte del piano ammezzato che si sviluppa su corso Vittorio Emanuele II (e che è stata sede fino a pochi anni fa degli uffici della Sovrintendenza Archeologica); i prospetti principali esterni lungo corso Vittorio Emanuele II e via Regina Isabella. L’obiettivo principale nell’elaborazione del progetto è stato quello di dare omogeneità con il precedente intervento di restauro, al fine di operare in continuità con le scelte progettuali già compiute e ottenere una integrità globale per tutto il complesso architettonico. Le destinazioni assegnate nel progetto del complesso dei Teatini intendono perciò essere di supporto a quelle già esistenti, coerenti con le scelte ultimamente attuate di destinazione di parte della struttura ad esposizione permanente dell’artigianato. Così, in attesa del successivo completamento del settore destinato alle suore di Ivrea (che darà continuità al porticato intorno all’atrio quadrato e a tutto l’insieme mediante l’apertura dei setti di tamponamento che ora interrompono il percorso) si interviene sugli spazi disponibili, predisponendoli alla successiva ricomposizione, a restauro completato, di tutto il complesso monumentale. Infatti, con ulteriore progetto di completamento si concluderà il restauro del complesso monumentale estendendolo anche al piano terra ed ammezzato, poichè gli spazi rimasti esclusi non inficiano la fruibilità e l’organizzazione del settore oggetto di intervento, e tanto meno la configurazione finale della destinazione d’uso degli stessi, rimanendo del tutto indipendenti e non interconnessi tra loro. In questo modo, al primo piano le superfici recuperate dall’intervento andranno a ricomporre il percorso espositivo, con la riapertura di porte di collegamento al corridoio quadrato. Il terrazzo a piano, valorizzato dal pregevole sistema di arcate, diverrà un luogo di esposizione all’aperto; il piano ammezzato, che rimane defilato rispetto al circuito di fruizione degli spazi, sarà destinato ad ospitare gli uffici di gestione delle attività del complesso monumentale, resi indipendenti dalla scala con ingresso da corso Vittorio Emanuele II. Al piano terra saranno oggetto di restauro gli spazi destinati ad esercizi commerciali a tutt’oggi non occupati da attività.

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