Rissa in Regione. Manni commenta

Rumori e grida. La Regione discute così

La Legge per lo sviluppo dello sport dilettantistico è stata approvata ieri dal consiglio regionale. Ma la seduta non è filata liscia. Anzi, il dibattito è sfociato in un litigio dai toni accesi e poco consoni ad un’aula consiliare

Il consiglio regionale ha approvato ieri all’unanimità la legge per lo sviluppo dello sport dilettantistico. “Una buona legge – ha commentato Piero Manni, consigliere di Rifondazione Comunista – tesa a incrementare la diffusione dello sport ed a sostenere anche economicamente enti ed associazioni che si occupano di sport. L’opposizione ha preferito – ha continuato il consigliere – anziché discutere nel merito della legge, una specie di crociata, prima verbale e poi con rumori, schiamazzi e battitura di scarpe sui banchi, contro l’egemonia comunista in consiglio, la quale avrebbe avuto la colpa di sostituire, tra i beneficiari, agli oratori (che non hanno personalità giuridica) le parrocchie. La crociata si è trasformata in una vergognosa gazzarra allorquando il presidente Vendola, peraltro fuori microfono, ha affermato che è giusto finanziare le attività sportive degli oratori, ma secondo le norme di trasparenza e di correttezza procedurale, e senza alcuna intenzione di voto di scambio; l’affermazione di Vendola deve aver toccato qualche nervo scoperto del fiduciario di Raffaele Fitto, Rocco Palese, il quale ha prima tentato di scagliare una poltroncina contro la presidenza del Consiglio, e poi si è slanciato come un ossesso contro il Presidente Pepe, a stento contenuto dai commessi”. La Puglia ha assistito ad una giornata nera per la democrazia nell’aula che dovrebbe essere simbolo massimo della democrazia rappresentativa in Puglia. “La destra – ha commentato Manni – si è espressa in tutta la sua fiera e bellicosa incapacità di rispettare le regole democratiche allorquando si trova all’opposizione: la matrice fascista mai sopita e rinfocolata dalla cultura del berlusconismo mediatico ignorante e semplificatorio – ha concluso – non si rinnega, né viene negata”.

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