Poli ricorda la rivoluzione ungherese

Contro la sopraffazione dell’uomo sull’uomo

Nel giorno del cinquantesimo anniversario della rivoluzione ungherese, Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, rivolge un pensiero ad “una delle pagine più drammatiche del Novecento”

“Cinquant’anni sono trascorsi da quel tragico 23 ottobre del 1956, quando i carri armati sovietici invasero Budapest per soffocare nel sangue gli aneliti di libertà del popolo ungherese”. Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, ricorda la Rivoluzione Ungherese repressa tragicamente dalle truppe sovietiche nell’ottobre e novembre del 1956. “Il Primo Ministro Imre Nagy, vessillo di quella rivolta contro gli oppressori russi, fu torturato a lungo e poi giustiziato con l’impiccagione. Nella triste ricorrenza di quella che può essere ascritta tra le pagine più drammatiche del secondo Novecento europeo – evidenzia il primo cittadino del capoluogo salentino – l’amministrazione comunale sente il dovere di rivolgere un memore pensiero a questi martiri del Comunismo immolatisi per una sacrosanta causa. Nel ricordo delle vittime di quell’orrendo crimine è auspicabile che la comunità internazionale riaffermi la volontà di contrastare con tutti i mezzi a disposizione ogni forma di sopraffazione dell’uomo sull’uomo, combattendo tutti quei sistemi totalitari che soffocano la libertà, in modo che finalmente – conclude – possa trionfare una pace duratura tra i popoli”.

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