Poli: troppi dubbi sulla finanziaria

Per il sindaco Poli Bortone sono ancora molti i dubbi legati alla manovra varata dal governo Prodi

Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, torna a riflettere sulla finanziaria: “Perché essere così severi con gli enti locali – si chiede – se dopo tre giorni si poteva rimodulare la manovra” ?

Adriana Poli Bortone commenta le proposte di modifica della Finanziaria da parte del Governo dopo il vertice tra i rappresentanti dell’esecutivo e degli enti locali “Il punto è – afferma il primo cittadino del capoluogo salentino – che nessuno è stato in grado di dirci quale sarà la copertura finanziaria. Come nessuno è stato in grado di spiegarci l’arcano in virtù del quale alcune voci, tradizionalmente escluse dal patto di stabilità interno, oggi non lo sono più. Il Governo dice di aver improntato la Finanziaria per il comparto degli enti locali in maniera rivoluzionaria rispetto al passato, passando dal tetto di spesa al saldo finanziario. In effetti non si è fatto altro che tornare indietro, alle regole in vigore dal 1998 al 2004. Se così è, come è, rimane incomprensibile il motivo per il quale nel saldo finanziario (art. 74) non siano contenute solo alcune voci e non invece tutte le categorie di spesa da sempre escluse dal conteggio delle spese rilevanti ai fini del patto di stabilità interno, con notevole beneficio dei saldi ottenuti. Nella circolare n. 5 del 3 febbraio 2004 del Ministero dell’Economia e della Finanze – spiega ancora Adriana Poli Bortone – dalle spese correnti nette utili ai fini del saldo stesso erano infatti presenti: gli interessi passivi, le spese per calamità industriali, le spese per elezioni amministrative. Non si comprende il motivo per il quale il Governo Prodi si ostini a farle conteggiare nel patto. Per un Comune come Lecce si tratterebbe di una differenza di ben 10 milioni di euro ai danni del Comune, che non potrebbe essere colmata in alcun modo. Davvero un gran pasticcio, che non può essere messo da parte col fumo negli occhi lanciato ieri ai Sindaci. Crederemo alla manovra – conclude la Poli Bortone- solo quando avremo chiara copertura finanziaria ed effetti complessivi sugli enti locali. Per adesso giudizio sospeso e mobilitazione ancora in piedi”.

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