Casarano. Costruire in zona agricola si può

Concessioni edilizie per case di campagna. Ok dopo 13 anni

L’amministrazione di Casarano ha intenzione di proporre al Consiglio Comunale la possibilità per i proprietari dei fondi di costruire in zona agricola, in seguito all’accorpamento di terreni anche non contigui

Dopo 13 anni di sostanziale blocco, verranno presto rilasciate le concessioni edilizie per la realizzazione di case di campagna. Palazzo dei Domenicani, infatti, ha intenzione di proporre al Consiglio Comunale la possibilità ai proprietari dei fondi di costruire in zona agricola, in seguito all’accorpamento di terreni anche non contigui. L’amministrazione comunale, nella delibera che sarà sottoposta al dibattito nella prossima seduta dell’assemblea cittadina, ha stabilito una serie di prescrizioni che dovrebbe limitare i conseguenti danni al territorio. Ma l’annuncio ha suscitato comunque forti polemiche e già le associazioni culturali e diversi cittadini sensibili ai temi ambientalisti ipotizzano una nuova devastazione del territorio. Per oltre un decennio, tra la fine degli anni ‘70 e il 1993, il territorio agricolo di Casarano è stato oggetto (devastato, secondo gli ambientalisti) di migliaia di concessioni edilizie. Erano richieste di costruzione di case agricole, da parte di cittadini che non avevano i requisiti di imprenditori agricoli, che nella gran parte dei casi si sono rilevate delle vere e proprie civili abitazioni, spesso ville in stile hollywoodiano. Nel 1993, la giunta guidata da Lillino Casto, con una circolare firmata anche dagli assessori Giovanni Coletta (Urbanistica) e Paride De Masi (Lavori Pubblici), arginò sensibilmente il fenomeno, limitando la concessione delle licenze ai soli ed effettivi imprenditori agricoli. Dopo 13 anni, però, l’amministrazione comunale ha deciso di cambiare linea e di ritornare a quella del 1993, anche se ha introdotto delle nuove condizioni. Le principali sono: il lotto minimo sul quale può essere edificata la casa di campagna non può essere inferiore a 5mila metri quadrati; è possibile l’accorpamento di terreni ricadenti solo nel territorio di Casarano; la realizzazione della casa non è a titolo gratuito. Democratici di Sinistra e Margherita (che ha caldeggiato l’argomento), dopo un periodo di discussione interna ai partiti, sarebbero pronti a votare la proposta formulata dall’esecutivo. Non si conosce ancora la posizione delle forze di opposizione. Associazioni e cittadini hanno fatto osservare la curiosa coincidenza tra il recente acquisto di grandi zone di territorio agricolo a ridosso dell’abitato, da parte di imprese immobiliari, e la proposta di eliminare il blocco del 1993. Altri osservatori fanno rilevare come, negli ultimi due mesi, il prezzo al metro quadrato di queste zone sia aumentato del 100 per cento. Il sospetto è che dietro la proposta dell’accorpamento dei terreni in zona agricola ci siano operazioni speculative. Una di queste zone acquistate di recente da una società immobiliare, tra l’altro, si trova sulla collina della Madonna della Campana, in un’area in cui, secondo le prescrizioni del Piano Regolatore, è prevista l’istituzione di un parco naturale.

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