Tribunale per i diritti del Malato: più umanità

Rodolfo Rollo lancia un attacco contro le file troppo lunghe per l’accertamento delle invalidità

Provocatoria affermazione del direttore generale dell’Asl le/2, Rodolfo Rollo ,invitando i medici facenti parte delle commissioni per l’accertamento degli invalidi, a dimettersi se troppo impegnati, è nei diritti del malato avere una visita “in tempo reale”

“I medici che fanno parte delle commissioni per l'accertamento delle invalidità civili e che sono troppo impegnati si dimettano dall’incarico”. E’ la provocatoria proposta che il Direttore Generale dell’Asl Le/2, Rodolfo Rollo, ha ricevuto dal Tribunale per i Diritti del Malato, Distretto Federativo di Casarano, per eliminare le annose liste di attesa. L’associazione coordinata da Anna Maria De Filippi su un argomento molto sensibile è intervenuta dopo le segnalazioni di numerosi malati cronici e disabili che sono in lista d'attesa per l'accertamento delle invalidità civili, chiedendo una valutazione “in tempo reale” per i malati terminali e per quelli particolarmente gravi. Il primo rilievo che solleva il Tdm riguarda la novità introdotta da un recente provvedimento governativo (art. 6 del DL 10 gennaio 2006 n. 4 “Misure urgenti di organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione”) che abolisce la visita periodica per quei casi in cui serve unicamente a riconoscere una situazione che non può mutare. La nuova norma, accusa il Tdm, non verrebbe ancora applicata dalle commissioni e i pazienti “rischiano di vedere sospesa, nel periodo che intercorre tra la scadenza dell'anno e l'avvenuto riconoscimento, ogni forma di sostegno economico”. Ma il problema più urgente sono le liste di attesa per i malati terminali. “Anche se vi sono cambiamenti in corso per rinnovare i componenti delle Commissioni dell'Asl Le/2 – scrive il Tdm – pur tuttavia non può limitarsi di rispondere al paziente di aspettare perché prima o poi arriverà il suo turno, perché sarebbe scarsa attenzione ai veri bisogni di tanta gente, segnata dal dolore e dalla sofferenza”. L’associazione cita il caso concreto di un paziente di Taurisano, malato terminale, “che è in attesa della visita domiciliare da prima dell'estate. Anche se condannato dalla malattia – osserva il Tdm – quel paziente ha diritto a trascorrere l’ultimo periodo della sua vita conservando la sua dignità, soffrendo il meno possibile e ricevendo attenzione e assistenza. I benefici economici di tale riconoscimento devono essere erogati durante l’esistenza in vita del malato, elargirli agli eredi è un insulto alla memoria di chi non c’è più”. Il Tribunale, inoltre, ha potuto constatare che “spesso i malati vengono convocati tutti alla stessa ora, stazionando in sale d’attesa gremite di persone che a mala pena si reggono in piedi, con la calura estiva mossa appena da un ventilatore. Poi il paziente viene chiamato al cospetto della Commissione di riferimento che non lo guarda nemmeno, l’importante sono le carte da esibire e allora che senso ha scomodare un malato invisibile?”. “Occorre constatarne l’esistenza in vita”. Sarebbe stata questa, accusa il Tdm, la risposta di un medico della commissione “che ha continuato indifferente e ad occhi bassi a scartabellare, incurante del malessere fisico del malato che aveva di fronte. Questo Tdm chiede più umanità e, se qualche medico è oberato da troppi impegni, chiede le sue dimissioni da un incarico così delicato come quello di valutare la sofferenza, il dolore e la dignità umana solo in dati percentuali”.

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