11 settembre 2001: per non dimenticare

Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, ricorda le vittime della strage del WTC di cinque anni fa

«Quello che è avvenuto a New York l’11 settembre 2001 fa non consente alcuna remissione di peccato per gli autori di un attentato criminale che ha messo in discussione i pilastri stessi della nostra democrazia»

Il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, ricorda l’attentato terroristico alla Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. «È stata una tragedia – afferma il primo cittadino del capoluogo salentino – provocata nel nome di una causa che mai potrà avere una giustificazione. Ma oggi il ricordo della strage e delle vittime del World Trade Center è sensibilmente sbiadito. Anche Benedetto XVI ha rilevato questo affievolimento delle coscienze e la crescente indifferenza verso i valori della vita umana. L’emozioni e le sensazioni sono meno forti e meno intense rispetto a cinque anni fa, a fronte però di una crescita del fenomeno terroristico nel mondo e delle manifestazioni di conflittualità, di odio e di violenza. È fondamentale – puntualizza ancora la Poli Bortone – che il ricordo di quell’evento resti vivo nelle coscienze, perché la risposta al terrorismo sia quotidiana ed efficace. In questa prospettiva diventa cruciale il ruolo dei mezzi d’informazione., che oggi però non possono più documentare le bandiere pacifiste con cui in molti si sono simbolicamente opposti alla missione italiana in Iraq autorizzata dal centrodestra e dal governo Berlusconi – Fini. E oggi tacciono. Anche di fronte ad un governo di centrosinistra che ci manda in Libano in una missione ambigua, considerato che non c’è un minimo di chiarezza sulle regole d’ingaggio. Non poteva essere una missione di guerra quella in Iraq, e non è una missione di pace questa in Libano. Perché l’Italia – conclude Adriana Poli Bortone – non è in guerra con nessuno. Né oggi, né ieri. Il Governo lo dica chiaramente».

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