Intesa-San Paolo, la grande sfida

271 sportelli: qualità dei servizi e nuove prospettive economiche

La fusione Banca Intesa-San Paolo di Napoli porterà in Puglia il colosso bancario che raccoglierà il 30% del sistema creditizio regionale

Entusiasti e non per quel che riguarda la fusione di Banca Intesa e il San Paolo di Napoli. Tra i primi, Massimo Ferrarese, presidente di Confindustria Brindisi, il quale ha ribadito l’importanza di questi fenomeni aggregativi soprattutto per quel che riguarda la competitività sul mercato. Il nostro sistema bancario ha già visto precedenti casi di fusione che hanno rafforzato le banche e migliorato la qualità dei servizi offerti. I fenomeni di aggregazione, quindi, sono sempre positivi e vanno incoraggiati. Non così, Antonio Tanza, vicepresidente dell’Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari), che vede solo stangate per i consumatori. Secondo lui “le operazioni di fusioni ed aggregazioni bancarie iniziate nei primi anni Novanta non sono riuscite a ridurre i costi di servizi bancari”. Per Aldo Pugliese, segretario regionale della Uil, l’operazione porterà vantaggi, relativi soprattutto alla capacità di fronteggiare il mercato con i grandi sistemi e i grandi numeri, in un mondo sempre globalizzato. E auspica che anche le banche pugliesi prendano questa strada perchè “piccolo non è più così bello come una volta e le fusioni tra banche, imprese ed altri settori della vita economica, dovrebbero essere all’ordine del giorno per proiettare la Puglia al di là dei suoi confini”.

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