Un tutor per gli immigrati

Luigi Melica, docente presso l’ateneo salentino, concorda sull’inserimento graduale e consapevole degli immigrati attraverso un mediatore culturale

L’idea nasce dalla consapevolezza che gli immigrati hanno bisogno di un punto di riferimento nella nuova società .I tutor dovrebbero svolgere questo compito nei primi anni di soggiorno degli extracomunitari.

Riguardo al dibattito sull’integrazione sociale degli immigrati nel nostro Paese e sulla proposta di affidarli a un tutor che li accompagni per un determinato periodo, si è espresso Luigi Melica, docente di Diritto pubblico comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’università di Lecce. «Negli uffici immigrazione istituiti dagli enti locali più sensibili – ha affermato – i mediatori culturali, di fatto “seguono” le sorti di numerosi loro connazionali supportandoli non solo nei rapporti con gli uffici che erogano i servizi di prima necessità, ma anche con il datore di lavoro, con chi affitta loro l’abitazione e con tutti coloro i quali hanno con essi rapporti stabili». Per realizzare questa proposta, Melica ritiene fondamentale che lo stato elabori un progetto di accoglienza ben definito, attraverso l’investimento delle risorse necessarie per far conoscere, apprezzare e rispettare agli immigrati le norme vigenti nel nostro Paese. Ed il tutor in questo contesto è un indiscusso punto di riferimento soprattutto nei primi anni soggiorno, in quanto contribuisce alla formazione e all’integrazione consapevole degli extracomunitari a lui affidati.

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