Ulivi, un patrimonio da tutelare

Alberi millenari che raccontano la nostra storia, gli ulivi possono essere considerati dei veri e propri monumenti, immagine e scrigno della nostra identità meridionale e mediterranea

Le sezioni territoriali del Fondo ambiente Italia (Fai) di Lecce, Brindisi, Taranto hanno promosso una campagna di sensibilizzazione per salvaguardare, valorizzare e promuovere l’albero-simbolo della Puglia

Si chiama “Progetto di tutela e valorizzazione dei paesaggi degli ulivi”, la campagna promossa dalle sezioni territoriali di Lecce, Brindisi, Taranto del Fondo ambiente Italia (Fai) finalizzata «ad attivare soprattutto in Puglia una legge di tutela delle piante secolari, al centro di un fiorente mercato illegale che sottrae periodicamente al territorio gli ulivi destinati ad abbellire le ville di altre zone del Paese o dell’estero». Sulla scia di quanto ha già fatto la Basilicata, anche la Puglia ha preso posizione in materia di tutela degli ulivi. Michele Losappio, assessore all’ecologia, Massimo Ostilio, assessore al turismo, Angela Barbanente, assessore all’assetto del territorio e Enzo Russo, assessore alle risorse agroalimentari hanno presentato un disegno di legge che integra sia la tutela che la valorizzazione di queste piante secolari. Ogni ulivo verrà schedato e sottoposto a vincolo paesaggistico, per cui saranno vietati e puniti con pesanti sanzioni gli espianti e la commercializzazione. Prevista una speciale menzione di “olio extravergine degli ulivi secolari di Puglia”, che potrà essere adottata da produttori che ottengono l’olio extravergine da ulivi e uliveti monumentali. «Oggi – ha detto Nichi Vendola, presidente della regione Puglia – scriviamo una pagina davvero importante dei quel capitolo che potremmo chiamare “agri-cultura”, cioè la possibilità, non retorica, di intendere il rapporto che vi è tra la forza produttiva delle nostre campagne e il retroterra storico culturale dei nostri campi in cui affondano insieme alle radici degli ulivi anche quelle della nostra identità meridionale e mediterranea».

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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