Taglio alle istituzioni

Poli Bortone: «bastano poche istituzioni snelle e con competenze precise»

Il sindaco di Lecce, circa il dibattito sulle eventuali riforme istituzionali, propone una significativa riduzione di enti per la realizzazione di un efficiente sistema svincolato da un eccessivo burocratismo e da un inutile spreco di denaro pubblico

«Dopo la sbornia di pseudo-decentramenti, assemblearismi e strumenti cosiddetti partecipativi, non sono più procrastinabili le riforme degli enti locali». Così sostiene Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, riguardo le possibili riforme istituzionali. «Oggi – prosegue il primo cittadino – non sono più concepibili sovrapposizioni di competenze con relativo spreco di denaro pubblico. Si pensi a quanto costano i consigli comunali, i consigli provinciali con le rispettive giunte, i consigli circoscrizionali con i presidenti e i consiglieri retribuiti, ma anche gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) delle acque e dei rifiuti, le comunità montane, le unioni dei comuni, con i relativi consigli d’amministrazione, anch’essi tutti retribuiti. Cosa resta per i servizi ai cittadini è tutto da vedere. Non si può invocare l’Europa con i suoi input di sburocratizzazione e continuare a tenere in piedi un vero e proprio pullulare di tanti organismi. Credo – conclude Poli Bortone – che una riforma urgentissima a cui mettere mano dovrebbe essere proprio questa, essendo trascorsi più di trent’anni dall’assemblearismo sessantottino. Serietà oggi impone di avere poche istituzioni snelle e con competenze ben precise. Ritengo che le province, ad esempio, possano tranquillamente essere abolite».

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