Puglia, non Puglie

La Puglia dalla preistoria ad oggi

Il termine corretto per denominare la Puglia è quello al singolare. “Puglie” è sbagliato, come emerge anche dall’articolo 131 della Costituzione della Repubblica italiana

di Gabriele Zompì La popolazione preromana degli Japigi, muovendo probabilmente dall'Illiria, si stabilì nell'estremo territorio sud-orientale della penisola italiana, che perciò fu denominato Japigia (terra degli Japigi). Col passare del tempo il termine Japigia si trasformò in Japudia, Apulia,Puglia. Per la sua derivazione immediata dal singolare Apulia e per la fondamentale unità geografica della regione italiana che va dal fiume Fortore al Capo di S. Maria di Leuca ed è bagnata dall'adriatico e dallo Jonio, il nome Puglia è da usarsi soltanto al singolare. D'altronde non “Puglie” ma “Puglia” è la voce accolta nell'art. 131 della Costituzione della Repubblica Italiana. Perciò tutti coloro che ancora oggi preferiscono chiamare la nostra regione con il termine “Puglie” sbagliano. Non tutti sanno, forse, che come tutte le terre del nostro pianeta, anche la Puglia nacque dal mare: non di colpo né con le forme esterne di oggi, ma poco alla volta, nel corso di milioni e milioni di anni. La Puglia emerse dal mare come un arcipelago orientato da nord-ovest a sud-est. La Puglia cominciò a sollevarsi lentamente nell'era cenozoica, cioè circa 70 milioni di anni fa, e continuò nella sua emersione a più riprese e con più energia. Dalla sua struttura rocciosa di base, che è prevalentemente calcarea, e dalle varie vicende della sua millenaria formazione, sono derivati alla regione pugliese un rilievo per lo più pianeggiante ed ondulato e lineamenti quasi tutti orizzontali, quindi un paesaggio che si distingue per la sua sconfinata piattezza. Ed ancora non tutti sanno che fra tutte le regioni italiane, la Puglia sviluppa il confine marittimo più lungo: ben 784 chilometri. I porti naturali più ampi e sicuri sono Brindisi, sull'Adriatico, e Taranto, sullo Jonio. Tra gli altri porti, sono da citare quelli adriatici di Manfredonia, Barletta, Trani, Molfetta, Bari, Monopoli e Otranto, e quello jonico di Gallipoli. Nell'ordinamento del Regno di Napoli, la regione pugliese era divisa in tre province: Capitanata o Daunia o provincia di Lacera; Peucezia o Terra di Bari o provincia di Trani; japigia o Terra d'Otranto o provincia di Lecce. Conviene precisare che “Capitanata” deriva dal titolo dei governatori bizantini( catapani ) e “Daunia” e “Peucezia” dalle antiche popolazioni italiche dei Dauni e dei Peuceti, stanziatisi gli uni nell'attuale provincia di Foggia e gli altri in quella di Bari (nella penisola salentina si erano insediati invece i Messapi). La Puglia è ricca anche di monumenti preistorici e delle epoche successive fino alla colonizzazione greca, che ha lasciato testimonianze più che in edifici nella suppellettile vascolare delle necropoli, ora vanto dei musei di Taranto, Bari, Lecce e di altri minori. Per quel che riguarda l'arte bisogna dire che essa ebbe il suo periodo aureo tra il secolo XI e il secolo XIV. Questo fu il periodo delle grandi cattedrali romaniche di Bari, Trani , Barletta, Bitonto, Ruvo di Puglia. Nella Capitanata le cattedrali di Troia e di Poggia conservano un'impronta decisamente orientale. Tutte si arricchiscono di vigorose opere di scultura nelle quali si fondono genialmente elementi classici, bizantini e arabi. Parlando di arte non si può non ricordare il barocco leccese, che nel 1600 trionfò in molte chiese e palazzi con un'originale architettura. Dal '600 ad oggi la Puglia non ha più visto un periodo glorioso per quanto riguarda 1'arte, tranne qualche sprazzo nella pittura del secolo scorso. Nel corso dei secoli la regione si è evoluta sempre più. La popolazione attiva pugliese, soprattutto verso la metà del 1900, ha confermato il crescente spostamento dall'agricoltura verso le altre attività. Comunque ciò non toglie che in Puglia ancora oggi molte persone, anche giovani, si dedichino all'agricoltura; la produzione di olio e vino è ancora largamente diffusa e molte sono le aziende in questo settore. Non a caso, infatti, la Puglia risulta al primissimo posto fra le regioni italiane che producono olio e vino. I portatori della civiltà industriale, che secondo alcuni fanno del bene, per altri continuano a svalutare e ad aggredire un'antica civiltà contadina, qual è quella pugliese, lungi dallo scorgerne l'intatta riserva di virtù, che vanno dal senso profondo della famiglia alla laboriosità, al grande spirito di adattamento attivo, alla sobrietà, all’attaccamento alla terra dei padri, all'appassionata fede nella giustizia e alla più schietta spirazione alla pace. Questa è la gente di Puglia, questo è il sud.

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