Sulla strada del santuario di Carpignano salentino

3-5 luglio: Carpignano festeggia la Madonna della Grotta

La tradizione del culto della Madonna della Grotta riporta alla storia di un vecchio malato che trovò miracolosamente, sepolta sottoterra, una immagine della Madonna. Ma molti aneddoti si accavallano e disegnano la storia della devozione popolare

Il luogo di culto forse più amato dagli abitanti di Carpignano è il santuario della Madonna della Grotta che si trova appena fuori dal paese, sulla strada che porta a Borgagne. Questo santuario sorge sui resti di una cripta, sacrario di memorie bizantine e retaggio di quella che fu una splendida età per Carpignano e per tutta la Grecìa salentina. La Madonna della Grotta viene festeggiata dal paese griko dal 3 al 5 luglio. Come spiega Rocco De Vito, questo culto nasce da una combinazione di storia e leggenda e affonda le sue origini nel Cinquecento. Nel 1568, venne infatti ritrovata, da un tale Pace, un’immagine della Madonna. Vuole la tradizione popolare che a costui, ormai vecchio e malato, durante una bufera, in una grotticella dove viveva in solitudine, in località Cacorzo, fosse apparsa la Madonna di Carpignano, che gli indicò un luogo dove, scavando, avrebbe potuto trovare una sua immagine dipinta. Nella località Cacorzo, c’era un piccolo nucleo abitato e qui sorgeva una chiesetta rupestre dedicata a San Giovanni di Cacorzo, dove, oltre all’immagine del santo, era dipinta una bellissima Madonna col Bambino. Miracolosamente guarito da ogni male, il vecchio informò il parroco, Don Angelo De Donatis, dell’accaduto e questi, con tutti i suoi concittadini, si recò processionalmente in quella tenuta e lì cominciò a scavare. Vi trovò una sacra icona che divenne oggetto di culto da parte dei carpignanesi. Iniziarono così i miracoli attribuiti alla Madonna. Ben presto, sorse, a spese del popolo, una chiesa, che divenne un magnifico edificio sacro, grazie alla generosità delle offerte sempre maggiori dei devoti; la chiesa venne insignita del titolo di abbazia. In pellegrinaggio alla Madonna della Grotta si reca ogni anno molta gente per chiedere la grazia. A questo proposito, Giulio Cesare Infantino riporta, in “Lecce sacra”, un anedotto: una donna di Bagnolo, Maria di Raimondo, in compagnia del marito, Apollonio Fazzi di Palmariggi, venne in questo luogo per chiedere di essere guarita da una terribile malattia alle gambe; ma, dopo due giorni di suppliche, il miracolo non avvenne, sicchè la donna pensò bene di ritornare a Lecce, dove il miracolo le fu accordato nella chiesa di Santa Maria della Grazia. L’edificio sacro venne realizzato nel sedicesimo secolo, grazie soprattutto ad Annibale De Capua, che ne fu l’amministratore e il primo abate, come ricorda una iscrizione all’interno della chiesa: “Anibal De Capua-Archiepiscopus neapolitanus sub Pontifice Gregorio XIII – 1579”. Un’altra piccola iscrizione conferma la tradizione del ritrovamento miracoloso: “A 3 Luglio 1568 fu trovata la Madonna”, anche se la data esatta del ritrovamento è quella dei primi di settembre 1568, come riporta Giovannini Vacca in “Un’inedita cronaca galatinese del Cinquecento”. All’interno della chiesa, oggi santuario di Maria SS. della Grotta, oltre alla cripta, di notevole valore sono gli affreschi con le immagini dei santi lungo le pareti del transetto, la tela di Ippolito di Borgagne, datata 1601, raffigurante la Madonna della Grotta e le tele, di minori dimensioni, che raffigurano i Santi Pietro e Paolo, di autore ignoto. Ma l’opera più bella è la Madonna di Carpignano Salentino, realizzata in cartapesta da un anonimo autore nel 1917. La corona della Madonna, la chiave legata al suo braccio destro e la corona di Gesù Bambino sono di argento e sulla base della statua è scritto: “Electa ut sol – turris davidica – stella maris – Devozione del popolo 1917”. Nella Chiesa, inoltre, era stato sepolto Giovan Camillo Personè, barone di Carpignano, nel XVII secolo, benefattore del santuario.

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