Moggi, guarda e impara

Se l’ha detto Berlusconi…

Gli scandali del calcio hanno lasciato tutti a bocca aperta. Proprio nessuno si aspettava che qualche partitella fosse stata pilotata e qualche arbitro spostato da un campo da gioco all’altro. E intanto, proprio ai vertici della nostra politica, qualcuno si chiedeva chi fosse l’uomo giusto per guidare il Paese. E, guarda caso, la sinistra chiedeva consiglio a Berlusconi

Mancavano pochi giorni alle Politiche dello scorso aprile e Maria Teresa Meli, in un articolo sul Corriere della Sera, parlando dell’imminente elezione del nuovo capo dello Stato scriveva: “Resta comunque in pole position Giuliano Amato. Ma anche qui vi è una difficoltà: Quercia e Margherita dovrebbero accettare il fatto che a Palazzo Chigi e al Quirinale vadano due personalità che sono sganciate dai partiti. L’ex premier socialista ha però una carta da giocare: sia Fini che Berlusconi lo vedono di buon occhio. «Ed è ovvio – ragiona un autorevole esponente della Margherita – che se il Cavaliere fa il nome di Amato non possiamo certamente essere noi a dire di no, né possono farlo i Ds che pure preferirebbero un’altra soluzione».” Riviste subito dopo l’elezione di Giorgio Napolitano sono un po’ strane queste parole dell’autorevole esponente della Margherita, ma pronunciate pochi giorni prima delle politiche erano quantomeno ambigue. Non avevano ancora sconfitto Berlusconi che già preparavano e imbandivano comuni banchetti. Erano certi di vincere nel centrosinistra e così, bene o male, è stato. Da quando in qua, però, ad un avversario quasi sconfitto si suggerisce, poco prima della vittoria decisiva, che tattica utilizzare per riuscire a pareggiare la partita? Traducendole, le parole del margheritino suonano più o meno così: “Amato non lo vogliamo, però a Berlusconi piace e se ce lo propone lui non possiamo fare a meno che accettare”. Poiché il presidente della Repubblica è da sempre considerato l’arbitro della politica, ecco che il designatore arbitrale della Margherita suggerisce a Moggi-Berlusconi come designare l’arbitro gradito alla squadra dello stesso Cavaliere. Altro che telefonate con il rischio di essere intercettati: qui nessun segreto, gli “inciuci” si ufficializzano pubblicamente sui giornali. Moggi è proprio un dilettante a farsi fregare così!

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