San Dana in festa per il santo patrono

Lunedì 16 i festeggiamenti nella piccola frazione di Gagliano del Capo

Due leggende sono legate al nome del santo che il piccolo centro di San Dana festeggia il 16 gennaio. Documentano il culto preziosi documenti storico-artistici, tra cui la cripta di S. Apollonia, che oggi verte in cattivissimo stato di conservazione

Lunedì 16 gennaio, a Gagliano del Capo si festeggia San Dana, protettore dell’omonima frazione del paese. San Dana è un piccolo agglomerato urbano, di circa 100 abitanti, che prende il nome dal santo martire dell’era cristiana, che lo avrebbe fondato. Secondo la leggenda, infatti, nel IX secolo, durante un assalto dei pirati turchi, il santo albanese, che era diacono nel santuario di Santa Maria di Leuca, scappò per cercare di sottrarre alla profanazione dei terribili pirati musulmani le ostie consacrate ma, inseguito e raggiunto, fu martirizzato in località “Pareddi”, a circa 200 metri dall’abitato. Fece in tempo ad ingerire le sacre ostie, prima di morire. In ricordo di tale evento, venne fatta erigere una colonna commemorativa, nel 1965, dal vescovo Giuseppe Ruotolo. A parte la leggenda che si tramanda a San Dana, certamente poco credibile, pare che Dana sia stato un soldato albanese, di Valona, al tempo della dominazione romana. Convertitosi alla religione cristiana e catturato dai romani per questo motivo, venne lapidato, probabilmente nel suo stesso paese natale. Il culto di questo santo venne poi portato dai basiliani nel Salento. A poca distanza dalla stele marmorea, come riferisce Rocco Fino in “Il capo di Leuca e dintorni” (Congedo editore 2004), fino a pochi anni fa, esistevano due cripte basiliane che però il proprietario del terreno ha colmato di terra e sepolto. La chiesa parrocchiale risale al 1500 ed ha subito un importante rimaneggiamento nel 1982. L’ingresso attualmente è da ponente ma, nell’antichità, era a levante, come in uso presso gli orientali di rito greco-ortodosso. All’interno, vi è una tela con l’Immacolata e un’altra con Santa Lucia, opere entrambe del pittore gaglianese dell’Ottocento, S. Mercaldi; sono, inoltre, presenti una tela con San Nicola di Bari dell’Ottocento ed una tela che raffigura San Dana, opera di Pisani del 1956. La piccola frazione San Dana, oltre che per il santo orientale che le dà il nome, è conosciuta per la cripta di Sant’Apollonia. Questa cripta, che gli studiosi attribuiscono al monachesimo prebizantino, è dedicata alla santa orientale Apollonia, protettrice dei denti. Si trova fuori dall’abitato (ed è abbastanza difficile raggiungerla, data l’assenza della benché minima indicazione) e risulta in cattivissimo stato, a causa dei crolli che ci sono stati nel corso degli anni e dell’incuria dell’uomo. Si tratta di una cripta monovano, di forma quadrilatera irregolare, scavata nella roccia, all’interno della quale, con un unico pilastro, è presente una celletta con un sedile dove soggiornava l’egumeno e sono affrescate alcune figure di santi bizantini che sono stati del tutto cancellati dal tempo; è solo appena visibile una Madonna con Bambino, nella parte sinistra della cripta. La festa religiosa di San Dana, che si conclude, dopo la messa, con lo sparo dei fuochi d’artificio, può essere l’occasione di visitare anche le bellezze artistiche e paesaggistiche della piccola frazione gaglianese.

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