Fallisce un referendum e una classe politica

Il commento di Adriana Poli Bortone, primo cittadino di Lecce ed esponente di Alleanza nazionale, all’esito del referendum di 12 e 13 giugno scorsi.

Con queste parole il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, ha commentato il recente referendum, all'indomani dalla chiusura delle urne, e la spaccatura interna ad Alleanza Nazionale: “E’ il fallimento di un referendum costato fior di quattrini agli italiani. È il fallimento di un’intera classe politica di Alleanza nazionale che non ha avuto una sola parola sulla “libertà di coscienza” proclamata all’improvviso dal presidente nazionale. La recente vicenda referendaria ha evidenziato ancora una volta come An sia ormai da tempo priva di una guida politica, intendendo per guida la maggior parte della classe dirigente periferica e nazionale, che non ha saputo o non ha voluto mantener fede alle tesi di Fiuggi ed esser coerente alla Destra dei valori. Anche coloro che, pur essendo negli ultimi anni tra i più stretti collaboratori di Fini hanno cinicamente tentato di prendere le distanze negli ultimi giorni, non sono legittimati a difendere quella destra che nei fatti hanno abbandonato. Sarebbe una beffa per tutti i sinceri e pazienti militanti di Alleanza nazionale se ancora una volta il gioco delle parti avesse il sopravvento. Sempre più mi convinco che c’è bisogno di una Destra italiana che rappresenti una reale e sostanziale novità nell’attuale panorama politico. Chi mai in altri tempi si sarebbe sognato di avere dubbi o incertezze sul diritto alla vita o di indicare pilatescamente la libertà di coscienza se An avesse avuto una guida nel suo complesso autorevole, coerente, forte, determinata? Persino i generosi tentativi dell’ottimo Matteoli di attenuare la negatività di un atteggiamento incoerente non possono nascondere una sorta di volontà di cupio dissolvi che da qualche anno a questa parte pare essere l’unico obiettivo politico di Alleanza nazionale”.

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