“Lavori pubblici, via le inefficienze”

La strategia di Pellegrino per migliorare i lavori pubblici

Approvate all’unanimità dal consiglio provinciale di venerdì 10 giugno le proposte Giovanni Pellegrino per ovviare a ritardi nella realizzazione delle opere pubbliche. I risultati positivi ad un mese dall’attuazione del nuovo programma provinciale in merito.

Velocizzare i lavori pubblici e operare un maggior controllo. Questi, in sintesi, i punti sui quali la Provincia intende puntare per migliorare la condizione di realizzazione delle opere pubbliche. Durante il Consiglio provinciale di venerdì scorso, il presidente Giovanni Pellegrino ha posto l’attenzione proprio su questo tema, in relazione alla proposta di un atto di indirizzo del consigliere Francesco Farì, mirata a ridurre i tempi finali di realizzazione delle opere pubbliche appaltate dalla Provincia ed ha illustrato la nuova strategia per affrontare e risolvere il problema. Pellegrino ha riconosciuto che vi sono opere pubbliche appaltate e cantierizzate che procedono in modo stanco verso l’ultimazione e ne ha indicato le ragioni: la non eccellente qualità della progettazione; le pratiche espropriative, affidate ad un ufficio sottodimensionato in rapporto alle oggettive esigenze e sottoposto ad un forte contenzioso; le difficoltà dei rapporti con le aziende che erogano servizi (come Enel, Acquedotto Pugliese, Telecom) che a volte impiegano tempi lunghissimi per fornire un preventivo per la rimozione di interferenze; l’ottimistica previsione dei tempi occorrenti per l’ultimazione dei lavori; la carenza del management; la remissività dei funzionari; il difetto di coordinamento all’interno dell’apparato burocratico che segue i lavori pubblici. “Sono occorsi tempo e attenzione – ha dichiarato il presidente della Provincia – per capire queste ragioni e questo stato di cose e per porre in atto un’efficace strategia che puntasse con successo all’obiettivo di realizzare buone opere pubbliche, in tempi e con costi accettabili. L’esito della riflessione si è concretizzato in una nuova organizzazione della struttura provinciale che segue i lavori pubblici; un’organizzazione divenuta operativa agli inizi di aprile e che ci fa ritenere che le cose stiano cambiando velocemente. Ne sono prova il riavvio di pratiche bloccate come la tangenziale ovest di Maglie, la variante di Salice Salentino, la circonvallazione di Veglie, lo svincolo in contrada Rischiazzi a Parabita. Il nuovo metodo che anima i procedimenti dei lavori pubblici può essere colto con chiarezza dal seguente dato: nel momento in cui ci avviamo a cantierizzare un’opera pubblica, stringiamo un patto con le amministrazioni e le comunità interessate, definendo anticipatamente e precisamente i tempi dell’intero procedimento. Con questo metodo, le amministrazioni e le comunità interessate sono nelle condizioni di verificare costantemente se e come la Provincia di Lecce tiene fede ai suoi impegni; grazie a tale strumento, inoltre, gli organi di indirizzo e di governo sono nelle condizioni di verificare l’efficienza delle proprie strutture. Non vi è dubbio – ha continuato Pellegrino – che debba essere ridefinito anche il modo in cui si pensa e si costruisce il piano triennale delle opere pubbliche, che in ogni caso deve essere ripensato in ragione dei gravi limiti alle spese, e quindi agli investimenti, introdotti dalla finanziaria 2005 che impongono rigorose logiche di priorità. Nella nuova organizzazione, inoltre, debbono essere fortemente accentuati i momenti dell’indirizzo e del controllo, tanto in fase progettuale quanto in fase esecutiva”. Il Consiglio Provinciale ha accolto, all’unanimità, la proposta del presidente Pellegrino di trasformare l’atto di indirizzo presentato dal consigliere Francesco Farì in ordine del giorno del Consiglio Provinciale.

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