Siamo tutti “maleducati”

Se avvolgersi nella bandiera della pace significa essere maleducati.

Singolare fuoriprogramma durante la parata militare del 2 Giugno a Roma presso i Fori Imperiali. Nel corso della sfilata dinanzi al palco delle autorità, due giovani ed “impertinenti” volontarie del Servizio Civile nazionale hanno attraversato il palco istituzionale su un automezzo avvolte in una bandiera della pace. La visione del vessillo multicolore evidentemente ha destato più di qualche semplice distrazione daltonica ai politici presenti se, nella stessa serata del 2 Giugno, un comunicato ufficiale a firma dell’Ufficio Nazionale del Servizio Civile ha definito il gesto delle due volontarie come “maleducato”. Dovremo molto ringraziare i funzionari del Servizio Civile e il ministro Giovanardi, dal cui dicastero il Servizio stesso dipende, per averci fatto comprendere come il nostro essere pacifisti, ostinatamente pacifisti, contrasti con i principi della buona educazione. Per molto tempo, specie negli ultimi anni, nella bandiera della pace, nel suo valore ideale, in un autentico progetto di pacificazione internazionale, molte persone come me hanno creduto, spinte da una forte repulsione verso il modello di “esportazione” violenta della democrazia. Credevamo di essere al massimo dei velleitari utopisti, semmai delle goffe caricature di un pacifismo assoluto appartenuto ad un’altra stagione politica e sociale di questo paese, in realtà eravamo e siamo semplicemente dei maleducati. Vorrei rammentare ai solerti burocrati dell’Ufficio nazionale del Servizio Civile che maleducata è la stragrande maggioranza degli italiani, da sempre contraria all’intervento armato in Irak, milioni di persone che quella bandiera hanno esposto dai loro balconi, che del drappo arcobaleno hanno colorato le nostre piazze in centinaia e centinaia di marce, cortei e manifestazioni. Per lo stesso motivo è da ritenersi che le buone maniere erano invise anche al Costituente italiano allorquando nell’articolo 11 della nostra Carta Costituzionale affermava: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli…”. Per estensione analogica la scarsa costumanza può essere attribuita a buon diritto anche alla maggioranza degli altri Stati nazionali che ad ogni latitudine hanno espresso il loro forte dissenso verso questa ignobile guerra. Siamo in un paese maleducato, figli di una storia democratica scevra dalle regole di buona condotta in un contesto internazionale alquanto privo di bon ton! Vorremmo che in realtà quel gesto facesse riconsiderare alle personalità presenti, parecchio sbigottite da simile “oltraggio” visivo, l’opportunità di continuare la nostra politica di intervento militare in Afghanistan ed in Iraq. L’occupazione militare di Stati sovrani genera esclusivamente una spirale di odio e violenza alimentando soltanto meccanismi di annientamento della vita e il triste allungamento del bollettino di guerra negli ultimi giorni lo dimostra. In tal senso io vorrei essere sempre maleducato, vivere in un paese digiuno dalle buone maniere e sentirmi protagonista di una politica impertinente. di Lucio Montinaro, Biblioteca di Sarajevo

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!