Il basso Salento ha un consigliere tutto per sé

Il Tacco ha chiesto ad alcuni sindaci del territorio di avanzare proposte e suggerimenti

L'idea era stata lanciata un anno fa sulle pagine del Tacco d'Italia. Oggi il consigliere provinciale Antonio Musio di Tricase ha ricevuto da Giovanni Pellegrino la delega al Sud Salento

Il Sud Salento conta un po’ di più a Palazzo dei Celestini. Dimenticato completamente in fase di distribuzione degli assessorati (se si eccettua la nomina di Francesco Leopizzi, originario di Presicce e Mario Pendinelli, sindaco di Scorrano), il vasto territorio ha ora un suo rappresentante nelle stanze che contano del capoluogo salentino. Si tratta di Antonio Musio, 48 anni, tricasino, consigliere provinciale della Margherita, nominato nei giorni scorsi dal presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino, consigliere delegato per il Sud Salento. Musio sarà una sorta di vice-assessore che avrà specifici compiti di indirizzo e coordinamento per far diminuire la sua marginalità. La proposta di un vero e proprio assessorato per questo territorio fu lanciata dal nostro giornale prima delle elezioni amministrative dell’anno scorso. (…) La decisione di Pellegrino ha sorpreso l’ambiente politico cittadino perché ci si aspettava che venisse conferita a Claudio Casciaro, l’unico consigliere provinciale casaranese. La città se l’aspettava e ci teneva, per varie ragioni, non soltanto perché l’idea dell’assessorato era partita proprio da qui. Significativo il “no comment” del sindaco Remigio Venuti alla nostra richiesta di formulare una richiesta a Musio. E gli altri sindaci cosa diranno al consigliere delegato? Anticipiamo alcune proposte e suggerimenti. (…)

Dal Tacco ai Celestini
[Maggio 2004: il “mensile del basso Salento”, lancia l’idea di istituire un assessorato al basso Salento all’interno della futura giunta provinciale. Ne nasce un vero e proprio movimento d’opinione tra i cittadini, soprattutto di Casarano: numerosissime lettere e e-mail giungono in redazione, plaudendo l’idea da interpretare in chiave di “avvicinamento” dell’Ente provincia per tutte le questioni anche pratiche che riguardano la gestione delle famiglie e delle imprese. E’ sentita l’esigenza di un forte decentramento e si ritiene insufficiente la semplice apertura di un ufficio provinciale distaccato (già presente nel chiostro comunale di Casarano). Giugno 2004: a ridosso delle elezioni, sulla questione, il Tacco mette a confronto le opinioni di Raffaele Baldassare e Giovani Pellegrino: scettico il primo, possibilista il secondo, che parla di idea “giusta e realizzabile, a patto di non alimentare sentimenti di esclusione e marginalità”. E propone contestualmente di dare due risposte concrete: “1. Il potenziamento dell’Ufficio provinciale di Casarano (quello collocato all’interno del chiostro del Municipio), nel quale oggi è possibile reperire informazioni (Urp) o protocollare pratiche. Creando un presidio dell’ufficio tecnico o della polizia provinciale sarà possibile avvicinare i servizi ai cittadini, evitando loro di recarsi a Lecce. 2. Instaurerò un dialogo serrato con tutte le iniziative associative di Enti: i Gal, le unioni di Comuni e i consorzi tra amministrazioni (come il vostro Area sistema) per conoscere a fondo le peculiarità di ciascuna realtà locale e agire sulla base delle indicazioni emerse (…)”. Luglio 2004: sul mensile, Remigio Venuti e Giovanni Pellegrino si confrontano sui rapporti provincia-comuni e Pellegrino dichiara: “Se ci fossero aggregazioni di comuni come Area sistema di Casarano, che mi chiedessero l’attribuzione di nuovi poteri, lo riterrei giusto, perché non ha più senso che vengano imputate alla Provincia”. Venuti ribatte: “Conferma anche la sua volontà per l’istituzione di nuovi edifici, quali ad esempio l’ufficio tecnico e il presidio di polizia provinciale”? Pellegrino risponde positivamente e a rafforzare la sua idea, aggiunge: “Vorrei dire al comune capofila del Pit 9 che quell’idea dell’Agenzia dello Sviluppo, inserita nel mio programma, è stata suggerita da un suo tecnico, cioè dall’avvocato Peppino Mormandi…”.

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