Se potessi avere 1000 euro al mese

Nell’immaginario collettivo del popolo italiano da qualche anno a questa parte la figura del calciatore è sinonimo di successo, bellezza e ricchezza. Moderni gladiatori della serie A, dei quali solo in pochi si salvano dalle copertine dei giornali scandalistici, dalla pubblicità e dai reality show. Ancor di meno i non fidanzati con quelle che una volta si chiamavano soubrette e sono altrettanto pochi coloro che nella serie maggiore non riescono a strappare ai loro presidenti qualche miliardo per le loro giocate. Il discorso non cambierebbe (con le dovute proporzioni) nella serie cadetta o nelle altre categorie professionistiche. Niente di nuovo sotto al sole, si dirà, ma a loro difesa c’è da dire che, nonostante i grandi ingaggi, la loro carriera ha un tempo ben determinato (30 anni e si è già vecchi). Ma niente scandali, siamo in Italia, luogo in cui il pallone è sacro, anche se si parla già di tetti sugli ingaggi per evitare il collasso economico del gioco più bello del mondo.
Ma scendendo sempre più giù, sia di categoria che geograficamente, questo stereotipo è ancora valido?

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