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punti di vista

19 settembre 2008

pet-Tac a Casarano: una necessità per tutto il Salento

Quando il particolare fa perdere di vista il bene collettivo

di Maria Luisa Mastrogiovanni
Ospedale di Casarano

La Pet-Tac che la Sparkle donerebbe all'ospedale di Casarano sarebbe la prima nel Salento. Sarebbe l'occasione di innescare un circolo virtuoso irripetibile per innalzare il livello qualitativo delle prestazioni dell'ospedale di Casarano e garantire ai pazienti il diritto di essere curati in casa. E dimenticare i viaggi della speranza cui sono ancora oggi costretti

Il tema dei radiofarmaci e dell'impianto per la loro produzione che dovrebbe sorgere a breve a Casarano continua a far discutere la città. Quando si parla di ambiente e salute il rischio di strumentalizzazione politica è molto alto, perché i cittadini hanno paura e si trovano di fronte ad un'asimmetria informativa. Sanno poco o nulla mentre gli amministratori e gli esperti "sanno tutto", scarseggiano le notizie tecniche e trattandosi di argomenti scientifici è difficile veicolare una corretta informazione. Aumenta la nostra responsabilità di giornalisti nel trattare questi argomenti e il valore sociale del nostro lavoro. Aumenta la necessità per gli amministratori di instaurare con i cittadini una comunicazione bidirezionale e non univoca. Altrimenti si rischia di sollevare polveroni e che questi investano solo "una" parte politica. Bene fanno i cittadini di Casarano a tenere a cuore la loro salute e l'ambiente in cui vivono ma stranamente assisto da tempo ad un clima di disfattismo diffuso. Anche di fronte ad evidenti punte di eccellenza. Dimentichiamo forse di vivere in un territorio che registra le percentuali di tumori più alte d'Italia. E non ci sono mai state fabbriche di radiofarmaci Dimentichiamo che sono tantissimi i salentini e i casaranesi, costretti ad intraprendere viaggi della speranza per curarsi, anche per un semplice esame diagnostico quale la Pet-Tac. Ignoriamo che da sempre, non da oggi, la Pet-Tac necessita di radiofarmaci per il suo funzionamento, ma ci giriamo dall'altra parte, perché pensiamo di non averne mai bisogno e, nel caso ne avessimo, non ci poniamo la domanda: "Ma chi li produce e dove"? Come al solito "non nel mio giardino". La Pet-Tac che la Sparkle donerebbe all'ospedale di Casarano sarebbe la prima nel Salento. Sarebbe questa l'occasione di innescare un circolo virtuoso irripetibile per innalzare il livello qualitativo delle prestazioni dell'ospedale di Casarano; garantire ai pazienti il sacrosanto diritto di essere curati in casa; per attivare una convegnistica scientifica che aprirebbe la mente e darebbe anche ai nostri medici la possibilità di aggiornarsi nel Salento, senza essere costretti (anche loro) a dover andar fuori e a proprie spese per il necessario aggiornamento. Perfino i B&B si attrezzerebbero per ospitare i pazienti e i loro familiari che si recherebbero a Casarano per usufruire di un ospedale finalmente all'avanguardia. E' il caso di guardare alla Pet-Tac con la mente sgombra da pregiudizi. E arriviamo alle presunte irregolarità nell'iter burocratico. Troppo veloce. Troppo veloce? Quattro giorni per concedere le autorizzazioni di pertinenza del Comune di Casarano sono troppo pochi? Se sì, allora ben venga chi ha voglia di rispondere con solerzia (e responsabilità) alle esigenze del territorio. Forse siamo abituati ai soliti "fannulloni", che non fanno più notizia. Fa notizia l'efficienza, per fortuna. Ma a Casarano, la notizia è in negativo. Accusano che per la "Sparkle" non c'è stata lista d'attesa. Ebbene, da cittadina, se un insediamento produttivo rischia di non concretizzarsi e di perdere i finanziamenti ottenuti (il consorzio "Radion" cui la Sparkle aderisce ha beneficiato dei finanziamenti europei "Pia") per la lentezza burocratica e se questo incide negativamente sulla mia salute, tanto da negarmi il "diritto" di avere la Pet-Tac nel mio paese io, da cittadina, esigo che l'amministrazione faccia di tutto per il mio bene. Anche che faccia saltare la fila. Non stiamo parlando di un semplice negozio in attesa di apertura. Temo però che il particolare stia facendo perdere di vista il bene collettivo. Perché se la Sparkle venisse bloccata, la Pet-Tac arriverà, prima o poi (poi…) a Lecce. Ma non più, mai, a Casarano. I radio farmaci continueranno ad essere prodotti, non qui, altrove. Il Salento rimarrà il territorio con le percentuali di tumori più alte d'Italia. Ma saremo costretti ai viaggi della speranza. Ancora, sempre.


 



Commenti

#11
ha ragione da vendere scettico. non sarebbe la prima volta che un'impresa non mantiene la parola. però mettiamo anche nei loro panni un momento. io non mi prenderei la briga di fare un insediamento produttivo a Casarano se non c'è consenso sociale. col rischio poi di vedermi ogni mattina manifestazioni e sit-in contro??


scettichino @ 14:59-26.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#10
si, dobbiamo curarli qui da noi, ma farebbero bene i cittadini ad avere magiori garanzie. Si chieda un protocollo d'intesa sottoscritto da Comune, asl e Sparkle per la donazione della pet-tac a casarano. Non è che fanno la fabbrica di radiofarmaci e poi non donano la pet-tac? l'amministrazione si muova su questo punto!!!


scettico @ 10:42-26.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#9
bisogna andare a milano per capire che i tumori li dobbiamo curare qui da noi? io non credo. e comunque sono tutti allarmismi


enza @ 14:46-25.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#8
..ciao a tutti..sono un salentino doc..lavoro ormai da 4 anni a milano, in uno dei più famosi istituti oncologici...lavoro con i radiofarmaci e mi sto specializzando in questa nuova e affascinante frontiera...l'utilità dei radiofarmaci sia in campo diagnostico (con la Pet e le scintigrafie), sia in campo terapeutico è ormai risaputa. La maggior parte dei pazienti che vengono a curarsi nel nostro istituto provengono dal sud, ed in alta percentuale dal salento...non lasciamoci scappare questa opportunità...la gente va istruita...soffriamo ancora della sindrome di Chernobyl...
Luis


luis @ 12:55-23.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#7
..ciao a tutti..sono un salentino doc..lavoro ormai da 4 anni a milano, in uno dei più famosi istituti oncologici...lavoro con i radiofarmaci e mi sto specializzando in questa nuova e affascinante frontiera...l'utilità dei radiofarmaci sia in campo diagnostico (con la Pet e le scintigrafie), sia in campo terapeutico è ormai risaputa. La maggior parte dei pazienti che vengono a curarsi nel nostro istituto provengono dal sud, ed in alta percentuale dal salento...non lasciamoci scappare questa opportunità...la gente va istruita...soffriamo ancora della sindrome di Chernobyl...
Luis


luis @ 12:55-23.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#6
..ciao a tutti..sono un salentino doc..lavoro ormai da 4 anni a milano, in uno dei più famosi istituti oncologici...lavoro con i radiofarmaci e mi sto specializzando in questa nuova e affascinante frontiera...l'utilità dei radiofarmaci sia in campo diagnostico (con la Pet e le scintigrafie), sia in campo terapeutico è ormai risaputa. La maggior parte dei pazienti che vengono a curarsi nel nostro istituto vengono dal sud, ed in alta percentuale dal salento...non lasciamoci scappare questa opportunità...la gente va istruita...soffriamo ancora della sindrome di Chernobyl...
Luis


luis @ 12:53-23.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#5
Quanti hanno avuto la sfortuna di un ammalato di tumore in famiglia? Tanti, tantissimi, ma non la maggioranza della popolazione casaranese e salentina (nonostante questa sia una delle terre più maledette in Italia riguardo questa statistica).
Ecco: chi ha avuto l'ammalato (o peggio il morto) è più sensibile al problema e dice: vogliamo la TAC-PET, vogliamo la fabbrica che ne realizza i traccianti.
La maggioranza dei fortunati invece tuona contro il suo NO, evocando spettri di disastri ambientali e fughe radioattive.
Anche questo è terrorismo!


Mario @ 10:47-23.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#4
basta litigi politici. vogliamo una discussione seria ed approfondita che valuti costi e benefici per la popolazione sotto tutti i punti di vista.


francesco @ 17:41-19.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#3
anche io ho vissuto questo problema; per ora, per fortuna, solo nella buona sorte. ma non si può mai dire. al sicuro non siamo mai.per questo mi viene davvero difficile credere che il sì ad una tecnologia del genere non sia stato ancora pronunciato e non da una voce sola o da qualche decina di voci, ma da un coro intero!


laura @ 14:4-19.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#2
Incrocio le dita anche io per la Pet-Tac,avendo visto con i miei occhi questo problema nella buona e nella cattiva sorte.
Oro


Oronzo @ 12:34-19.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

#1
E' a dir poco, raccapricciante il modo con cui ci si azzuffa, per vari e malcelati interessi di bottega, su un'iniziativa che dovrebbe invece essere incoraggiata proprio per le considerazioni sacrosante che fai tu sul pezzo.
Solo i malcapitati che hanno o che , purtroppo, hanno avuto a che fare con il "morbo del secolo" che in tutte le salse, quotidianamente, coniugano la parola speranza, aggrappandosi anche ad esilissimi spiragli, possono comprendere ciò che tu hai, saggiamente e con dovizia di particolari, esposto nel tuo intervento su Quotidiano.
Non credo che il discorso possa esaurirsi su meri interessi politici o di "bottega": la questione è sotto gli occhi di tutti.
Casarano ha questa grossa opportunità.
Sarebbe grave se, domani, i nostri figli, ci "addebitassero" l'errore di esserci lasciati sfuggire un concreto mezzo per arricchire non solo la speranza di chi è alle prese con questo problema.
Sarebbe davvero imperdonabile.
gius.


gius @ 12:6-19.9.08 | IP: registrato | Commento offensivo

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