4 marzo 2008

Teresa Bellanova, deputato del Pd commenta l'ultima tragica morte avvenuta sul lavoro a Molfetta. Per la Bellanova non è una questione di leggi, bisogna che queste vengano applicate e rispettate
"Questo Paese non ha bisogno di nuove leggi sulla sicurezza, ma di una vigilanza costante ed attenta sulla loro applicazione". Teresa Bellanova, parlamentare del PD, commenta così la notizia dell'incidente sul lavoro avvenuto a Molfetta: "Ancora una volta, l'attività che dovrebbe dare la vita, migliorarne la qualità", "si trasforma in un'attività che porta alla morte. Una situazione inaccettabile. L'Italia ha la legislazione più avanzata in Europa: non c'è bisogno di nuove norme, ma di applicare con serietà e rigore quelle esistenti e di mettere a disposizione le risorse necessarie. Ora, per essere efficace, l'azione della sicurezza deve assumere l'obiettivo "infortuni zero": non ci si può rassegnare neppure ad una quota modesta di rischio. L'obiettivo di azzerare le morti sul lavoro è realistico. Esistono le condizioni tecniche, bisogna costruire le condizioni sociali. Non dimentichiamoci, poi, che la sicurezza come la salute è un bene pubblico, ed è responsabilità pubblica presidiarlo".
#4
Un milione di incidenti sul lavoro l'anno, con il risultato allarmante di più di mille vittime: un lavoratore perde la vita ogni sette ore. In Italia si muore più sul luogo di lavoro che per mafia.
Giovanni Pellegrino
presidente Provincia di Lecce
Giovanni Pellegrino @ 16:8-4.3.08 | IP: registrato | Commento offensivo
#3
La tragedia di Molfetta rappresenta un violentissimo pugno nello stomaco non solo per la Puglia, ma per un intero Paese costretto, con sempre maggiore frequenza, a contare il numero di padri, mariti e figli morti sul lavoro.
Oggi é nostro dovere stringerci al dolore dei familiari e rendere omaggio alle cinque vittime, tra cui un giovanissimo ragazzo. Ognuno di loro, in una straordinaria catena di solidarietà umana, non ha esitato a sacrificare la propria vita nel tentativo di salvare quella dei propri compagni di lavoro. Lo stesso proprietario dell'azienda ha voluto condividere, fino in fondo, la sorte dei suoi dipendenti. Oggi non é il giorno delle polemiche, perché di fronte a tanto amore e a tanta generosità si può solo chinare il capo con rispetto e profonda commozione.
Questa terribile tragedia deve, tuttavia, scuotere le coscienze, accelerando, a livello nazionale, l'iter di definizione del quadro normativo della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Ci deve essere un impegno concreto da parte di tutti e a diversi livelli. Il mondo politico, in primis deve poter fornire delle risposte concrete e deve essere in prima linea, in un percorso che veda insieme parti sociali, imprese, lavoratori ed associazioni, per realizzare una "cultura della sicurezza.
Non bisogna mai dimenticare che dietro ai freddi numeri, si nascondono grandi e gravi drammi personali e familiari.
L'impegno unanime sia la matura risposta alla tragedia di Molfetta e al sacrificio di questi straordinari uomini.
Antonio Buccoliero
consigliere regionale Udeur
Antonio Buccoliero @ 15:59-4.3.08 | IP: registrato | Commento offensivo
#2
Sono troppi ormai i casi di morti sul posto di lavoro. Tutto ciò non attiene alle esigenze ed ai comportamenti di una società civile e democratica. E sembra che il Mezzogiorno sia ancora più colpito come se ci si dovesse quasi accontentare in una sorta di rassegnazione, anche in questo caso, che ci porta a dire "purchè ci sia il posto di lavoro, indipendentemente da tutto". Ma purtroppo non è così. Il rispetto della vita umana ci deve essere al Nord come al Sud. Ritengo che debba essere una priorità del nuovo Governo quella di garantire la sicurezza nell'accezione più ampia del termine. Oggi il cittadino non è solo insicuro nelle città, ma è insicuro persino sul luogo di lavoro. Occorre stringere un patto per la sicurezza sul posto di lavoro tra imprenditori e lavoratori ed occorre anche che il sindacato assuma un ruolo più dinamico a tutela non solo degli orari e dei salari, ma soprattutto a tutela della vita. Anche qui il tema della vita non può essere trasferito a dibattiti ideologici e retorici e qualche volta persino divaricanti, ma deve essere approntato alla concretezza del concetto stesso di vita. In una parola: non si può lavorare comunque, si deve lavorare sicuri.
Adriana Poli Bortone
deputata del gruppo Uen al Parlamento europeo
coordinatrice di Alleanza Nazionale in Puglia
Adriana Poli Bortone @ 13:14-4.3.08 | IP: registrato | Commento offensivo
#1
se a qualcuno importasse anche delle ultime ruote del carro...
Valerio @ 11:52-4.3.08 | IP: registrato | Commento offensivo
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