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ambiente

30 luglio 2010

Ecco perchè continueremo a respirare il carbone di Cerano

cerano

Il Comitato Scientifico del Coordinamento civico invita il sindaco di Scorrano ad approfondire tutti gli aspetti dell'uso di pannelli solari

Il Comitato Scientifico del Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute dei cittadini, organismo apartitico che ha federato una cinquantina di associazioni che hanno a cuore la difesa del Salento e dei suoi abitanti replica al sindaco di Scorrano Mario Pendinelli, che rivendicava con orgoglio la possibilità che Scorrano diventasse il primo Comune a emissioni zero di anidride carbonica (la famigerata CO2 che l'Italia si è impegnata a ridurre siglando il Protocollo di Kyoto).

Della replica, si fa interprete il Dott. Prisco Piscitelli, medico epidemiologo di Caserta, salentino d'adozione e membro del direttivo del Coordinamento.

In che modo il carbone del Cerano è legato al grande parco fotovoltaico che dovrà sorgere a Scorrano?
"Nostro intento è informare i cittadini e lo stesso Sindaco Pendinelli, che la produzione di tutta questa energia solare non servirà a ridurre la combustione di carbone e altri combustibili fossili.

Al contrario, le grandi centrali come il Cerano, il nuovo impianto Enel di Taranto e la grande centrale a gas, pare della Edison, che sarà al servizio del rigassificatore di Brindisi, potranno continuare a sopravvivere proprio grazie all'aumento della produzione delle energie rinnovabili. E' il 'mercato dei certificati verdi' (previsto dal Protocollo di Kyoto e dunque legale), che prevede la possibilità di continuare a bruciare carbone, petrolio e gas fossili se si acquistano per l'appunto i 'certificati verdi' dai produttori di energie non inquinanti.

Siamo dunque al paradosso: più pale eoliche e grandi impianti fotovoltaici avremo in Salento e più a lungo le fornaci di Cerano, le cui ricadute inquinanti più insidiose interessano proprio il Sud Salento, potrà continuare a bruciare carbone, che ha delle indubbie ricadute in termini di impatto ambientale sul Salento, come ha ribadito il Direttore dell'Arpa Dr. Assennato in un recente articolo apparso sui quotidiani.

Anzi, si sono già aperti nuovi grandi impianti (Enel a Taranto, e a Modugno una grande centrale a gas fossile), e delle nuove centrali potranno presto sorgere (Edison a Brindisi). Non a caso proprio l'Enel e l'Edison sono tra i promotori di grandi impianti fotovoltaici ed eolici nel Salento una volta agricolo e oramai post-turistico (come a Nardò e a Cutrofiano)!

E' questo l'inganno mortale, il peccato originale alla luce del quale risultano inutili e addirittura dannosi tutti i tentativi come quelli del Sindaco Pendinelli di abbattere le emissioni di CO2 del suo comune puntando sui megaparchi fotovoltaici anziché sull'incentivazione ad installare pannelli solari su tutti i tetti e tettoie delle strutture edilizie recenti del suo Comune, come avviene a Monaco di Baviera e in tutta l'Europa civile. In questo modo ci guadagnerebbero davvero i cittadini e non gli imprenditori".

Può spiegarci meglio quali sono le ulteriori perplessità del comitato scientifico delle vostre associazioni?
"Altre perplessità riguardano le modalità con cui si sta realizzando la cavalcata dei piccoli imprenditori delle energie rinnovabili che lasciano davvero sconcertati, dal momento che sono in costruzione o approvazione progetti per centinaia di ettari nelle nostre aree agricole o paesaggistiche salentine, con espianto di uliveti e vigneti, abbattimento di muretti a secco e così via: un vero tentativo di 'desertificazione' eolico-fotovoltaica di un territorio che stava puntando tutto sulla virtuosa vocazione turistica legata alla conservazione del suo meraviglioso paesaggio e sulla cultura.

Purtroppo il tentativo rischia di andare in porto perché la legislazione regionale ha le maglie molto larghe e non prevede una pianificazione provinciale (come ha ben chiesto la Provincia di Lecce). Tutto è demandato ai Comuni, su cui sono piombati gli imprenditori di tutta Italia richiamati anche dai proclami della stessa Regione e dal 'Distretto per le Energie Rinnovabili' creato dalla stessa Regione. Il grande bluff a danno dei cittadini e del territorio!".

Quali sono gli interessi imprenditoriali nel caso specifico delle rinnovabili?
"Le cose stanno così: un imprenditore che abbia oggi a disposizione un buon capitale da investire, o da "riciclare" ha anche denunciato Italia Nostra, e decide di installare impianti eolici o fotovoltaici vedrà immediatamente ripagato il suo investimento grazie alla riscossione dei contributi erogati dallo Stato e pagati dai cittadini con una maggiorazione del 7% di ogni bolletta Enel (il cosiddetto 'CIP6' già oggetto di una diffida all'Italia da parte dell'Unione europea!).

Poi l'imprenditore continuerà a riscuotere grazie alla vendita dell'energia elettrica. Lo stesso accade per chi installa pale eoliche. Si tratta quindi di un ottimo affare per chi investe.

Addirittura fino ad oggi l'imprenditore riscuoteva pagamenti dalla rete elettrica nazionale (Terna S.p.a.) anche se l'energia prodotta non poteva essere immessa in rete a causa della ridotta capacità di ricezione elettrica dell'Italia meridionale (Puglia compresa) e anche se le sue pale eoliche erano ferme o i pannelli fotovoltaici guasti: si trattava del cosiddetto "eccesso di offerta" che doveva essere comunque pagato e che solo l'ultima finanziaria di Tremonti ha cancellato, dopo un articolo denuncia del solito Gian Antonio Stella (quel del libro 'La Casta') sul Corriere della Sera, sulle pale ferme in Sicilia e sugli intrecci tra mafia, politica e impianti industriali per la produzione di energie rinnovabili nel nostro povero Sud.

Il tutto è condito da semplificazioni burocratiche da brividi: regola del "silenzio assenso", nessuna valutazione di impatto ambientale, domande in carta semplice ad oscuri funzionari senza passare per i Consigli Comunali. E pensare che se un cittadino deve affittare una casa ad uso ufficio deve prima farsi approvare il cambio della destinazione d'uso (ma di esempi simili ce ne sono a migliaia)".

Come valuta la vertenza di Scorrano che ha visto l'intervento prima del Tar e poi del Consiglio di Stato?
"Senza entrare nel merito del ricorso promosso dall'associazione Italia Nostra, c'è da chiedersi perché il progetto del megaparco fotovoltaico di Scorrano sia stato frazionato in molti piccoli impianti.

Sono domande che si pongono anche le persone comuni. Se il Sindaco Pendinelli è convinto della bontà del progetto non c'è nulla da temere da un sereno studio di valutazione di impatto ambientale (Via). Se invece si vuole a tutti i costi evitare che il progetto di Scorrano si sottoponga alla procedura Via si rischia di dare l'impressione ai propri cittadini elettori che questo progetto abbia delle ricadute ambientali negative nei confronti del territorio e della popolazione o peggio che si è voluto evitare di proposito e in tutti i modi che degli organismi certificatori esaminassero il progetto.

E questa, ne siamo sicuri, non è sicuramente l'intenzione dei proponenti, che evidentemente hanno fede di rendere un servizio positivo alla collettività. Si richieda dunque alla Regione Puglia, con una delibera, di concerto con la società fotovoltaica, di sottoporre a VIA l'impianto complessivo che già il TAR ha definito senza ombra di dubbio doversi ritenere un solo vasto impianto della stessa sola ditta!".

Per concludere?
"Offriamo al Sindaco Pendinelli tutto l'appoggio e la consulenza gratuita dei medici e degli ingegneri del nostro qualificatissimo comitato scientifico (in cui siedono anche diversi membri del direttivo provinciale Lilt) per approfondire l'incidenza diretta ed indiretta sull'ambiente del progetto del megaparco fotovoltaico di Scorrano, anche alla luce del poco noto, anche agli amministratori stessi, bluff dei 'certificati verdi', che rende quei pannelli, in questo immorale ed ingannevole quadro di incentivazione, essi stessi indiretti fonti di emissioni nocive e di CO2 da fonte fossile che aggravano la qualità dell'aria a forte danno degli stessi abitanti di Scorrano che si crede in buona fede di aiutare!.

Inoltre, se il Sindaco è convinto delle sue buone ragioni non ha nulla da temere da una procedura di valutazione di impatto ambientale. Le dirò di più, se io fossi il sindaco o un semplice cittadino elettore di Scorrano mi sentirei molto più sicuro se la Regione Puglia e l'Arpa concedessero al progettato impianto il loro bollino verde.

A questo punto invitiamo lo stesso sindaco a richiedere la valutazione d'impatto ambientale nell'interesse di tutti i cittadini, che vedrebbero certificata la bontà dell'iniziativa dagli organi tecnici ufficiali di garanzie per la salute dei cittadini e la tutela dei valori preesistenti del territorio".

Prossima tappa?
"Solo un clima improntato al rigore giuridico e scientifico, a cui intendiamo attenerci come in passato sulla vicenda Coopersalento, e alla apertura e tolleranza, che siamo certi di trovare nel Sindaco Pendinelli, potrà evitare la caduta in tranelli, quali questo delle mega centrali rinnovabili che ecocompatibili non sono, e che non fanno bene né alla nostra salute né alla nostra intelligenza".


Coordinamento Civico per la tutela del territorio e della salute
Sede: Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanza Attiva nell'Ospedale Civico di Maglie


 

Commenti

#2
X Luca...
Va crescendo su la carta!
VENGONO GENERATI CERTIFICATI VERDI ANCHE DA IMPIANTI FERMI!
ANCHE DA EOLICO COSTRUITO DOVE NON TIRA VENTO!!!
GUARDA LE INCHIESTE IN SARDEGNA...
...PRESTO QUESTE INCHIESTE ARRIVERANNO ANCHE IN PUGLIA!
PER CONTINUARE IN BELLEZZA,ANCHE GLI INCENERITORI GENERANO CERTIFICATI VERDI ESSENDO PER LEGGE FONTI"ASSIMILABILI",E NON AVENDO NIENTE DI VERDE
L'ILVA AVENDO IMPIANTI DI INCENERIMENTO,INTERNAMENTE,PER I SUOI SEVIZI PRODUCE CERTIFICATI VERDI!!
È UNA TRUFFA!!!


giorgio @ 13:21-1.8.10 | IP: registrato | Commento offensivo

#1
Non discuto le questioni mediche che non è il mio campo. Io dico solo una cosa dal punto di vista energetico e cioè il discorso ''dei crediti''.

LA REALTA' E' CHE SE UN'AZIENDA PRODUCE AD ESEMPIO 100 DA COMBUSTIBILI FOSSILI HA DUE SCELTE:

- PRODURRE 96 DA COMBUSTIBILE FOSSILE E 4 DA ENERGIA RINNOVABILE (IL 4% IN SOSTANZA);

- PRODURRE 96 DA COMBUSTIBILE FOSSILE E 4 COMPRARLI CON I CREDITI DA ALTRE AZIENDE CHE PRODUCONO ENERGIA RINNOVABILE E GLIELI VENDONO (SEMPRE IL 4%).

QUINDI NON E' VERO CHE AUMENTA LA PRODUZIONE DI COMBUSTIBILE FOSSILE, ANCHE PERCHE' LA PERCENTUALE DA ENERGIA RINNOVABILE CHE SI IMPONE A QUESTE AZIENDE CHE DEVONO PRODURRE VA SEMPRE CRESCENDO.

P.S.: QUANDO FATE QUESTI ARTICOLI NON INTERVISTATE MEDICI MA INGEGNERI O ECONOMISTI CHE E' IL LORO MESTIERE.


Luca @ 11:27-30.7.10 | IP: registrato | Commento offensivo

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