Chi siamo

  Storia del Tacco d’Italia

Fondato e diretto da Maria Luisa Mastrogiovanni (detta Marilù) nel 2003,

il primo numero del Tacco d’Italia è uscito nella sola città di Casarano

(Lecce) nel marzo del 2004, posizionandosi in una nicchia non coperta da

alcun giornale regionale: il magazine d’inchiesta.

Senza mai saltare un’uscita, mese dopo mese il Tacco d’Italia ha ampliato

la sua diffusione, fino ad essere distribuito in tutta la Puglia.

Il Tacco d’Italia (periodicità: mensile; foliazione: 56 pagine; tiratura: dalle

15.000 alle 20.000 copie) con una formula unica per il territorio, ha fatto

convivere per 12 anni le inchieste giornalistiche con la satira al vetriolo

delle illustrazioni e delle copertine, dando spazio a giovani promesse del

giornalismo e del mondo artistico pugliese.

Distribuito in edicola e nelle principali librerie pugliesi, è arrivato a

raccogliere attorno alla sua linea editoriale il consenso di circa 3.000

abbonati: il 40% nel basso Salento, il 30% a Lecce e nord Salento, il 20%

in Puglia, il 10% in Italia e all’estero.

IL MENSILE-MONOGRAFIA

Dal 2004 al 2011 ogni mese Il Tacco d’Italia è uscito dedicando la

copertina ad un’inchiesta investigativa.

Sono decine le inchieste che hanno lasciato il segno.

QUI L’ARCHIVIO STORICO

Alla redazione composta da giovani giornalisti, hanno fatto da

“Controcanto”, nell’omonima rubrica, grandi nomi del giornalismo

italiano e pugliese e dal 2005 il sito vetrina del mensile si trasforma in

quotidiano on line, uno dei primi di Puglia.

QUI GLI EDITORIALISTI

Nel 2010 Nerò comunicazione, la ditta individuale di Marilù

Mastrogiovanni, editrice del Tacco d’Italia, si trasforma nella cooperativa

di giornalisti Idea Dinamica scarl.

Nel 2011 la carta cede il passo al digitale: le inchieste si trasferiscono on

line, aumenta la periodicità delle uscite, che diventano settimanali, mentre

la redazione rafforza l’organizzazione per reggere il “tempo reale”

richiesto dal quotidiano.

IL RAPPORTO CON I LETTORI

Dal 2005 il Tacco d’Italia sperimenta, tra i primi in Italia, il rapporto

diretto e senza filtri con i lettori.

I commenti vengono pubblicati in tempo reale e senza censura. Sono

numerose le inchieste che nascono a seguito di segnalazioni pubbliche da

parte dei lettori

I FINANZIAMENTI

Il Tacco d’Italia non ha mai beneficiato di finanziamenti pubblici. Si è

retto sul successo di vendite e sugli inserzionisti: aziende private, enti e

Istituzioni pubbliche che hanno deciso di investire su un giornale

scomodo, riconoscendone l’alto valore democratico.

Fermo dal 14 ottobre 2014 al maggio del 2016 a causa di un violento

attacco hacker che ne ha compromesso la piattaforma, ritorna on line con

una veste completamente rinnovata, nuove rubriche, una piattaforma

integrata con i social network ma il solito vizio di sempre: onorare

l’articolo 21 della Costituzione italiana.