Da Epitteto a Nikki Haley: una lezione per giornalisti e politici italiani

Da Epitteto a Nikki Haley: una lezione per giornalisti e politici italiani

di Francesco Ria

 

Il filosofo greco Epitteto disse che: “Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà”.

Purtroppo questa regola non si applica ai social media dove parliamo digitando con le mani e dovremmo ascoltare leggendo con gli occhi. Trionfo della maleducazione, la politica italiana non merita più di essere letta e commentata. La prima regola della comunicazione e del vivere civile è, appunto, la corretta educazione, senza la quale non può esserci alcuna società.

In principio erano i dibattiti da bar dello sport, ne ho visti tanti quando andavo a comprarmi le patatine la domenica mattina con la mancia del nonno. Avvocati, contadini, medici, militari, persino preti, si azzuffavano e perdevano le staffe per un calcio di rigore dato o non dato. Ho anche visto volare qualche schiaffo. Poi ci si trasferì sul forum online della Gazzetta dello sport.

Confesso la mia perversione: quando, come Guccini, cerco al “cesso un mio momento”, amo trascorrerlo leggendo i commenti agli articoli dei quotidiani sportivi. Uno spaccato unico dell’Italia contemporanea. Se mi rimane del tempo, passo a leggere i siti dei quotidiani, quelli “seri”. E il linguaggio utilizzato dai politici è esattamente quello che ho appena finito di leggere nei commenti dei tifosi. Effetto che si amplifica quando noi cittadini iniziamo a condividere gli articoli su Facebook e partono commenti infiniti nei quali tutti scrivono, ma nessuno legge.

 

Negli ultimi giorni, con il veto di Mattarella al governo Conte, l’apoteosi.

Leggendo il cinquecentesimo articolo sulla crisi di Governo, proprio quando ormai mi era impossibile distinguere tra un commento di un Calenda e quello di Sgarbi ubriaco, ecco uno spiraglio di luce: persino sul sito dell’Ansa appare una notizia. Mattarella convoca Cottarelli che va al Quirinale in taxi e ne esce accompagnato solo da un agente di scorta. Torno indietro a leggere di quando Conte è andato a ricevere l’incarico: anche lui in taxi. Il Presidente della Camera Fico, lo sappiamo tutti, ha usato bus e altri mezzi personali. La Presidente del Senato Alberti Casellati usa le auto di servizio. Riesco a trovare online un servizio di Porta a Porta sulle prime ore di Cottarelli da Presidente incaricato: grande enfasi sul suo zainetto e il trolley e ancora sugli spostamenti in taxi.

 

Lunedì 28 maggio, Memorial Day, è festivo negli Stati Uniti: è pomeriggio e smette di piovere, tempo di una birra.

Immaginate un paesino sperduto sulle montagne del North Carolina in un pomeriggio di pioggia. L’unico rifugio è la locale birreria. Entro, il pavimento è un misto di fanghiglia e bava di cane. Si serve solo birra locale. Sul palco due chitarristi che, come nel film The Blues Brothers, suonano tutti e due i generi: Il country e il western. Il cibo per gli alcolizzati è fornito da due food trucks (i camioncini dei paninari italiani) che sfornano patatine a velocità con le quali da noi ho visto solo sfornare pittule al presepe vivente di Tricase. E le servono in una vaschetta di plastica con un tovagliolo di plastica che consente di non disperdere nemmeno un grammo di colesterolo saturo. Alla terza pinta di IPA credo di avere le allucinazioni, di solito non arrivano così presto: seduti ad un tavolo ai piedi del palchetto dove si esibiscono i musicisti vedo una famigliola: padre, madre, figlia.

Da Epitteto a Nikki Haley: una lezione per giornalisti e politici italianiLa madre la riconosco. Impossibile! Non può essere lei. Poi vedo un paio di agenti dei servizi americani che mangiano patatine e capisco che deve essere lei. Nikki Haley, ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, 46 anni, già governatrice del South Carolina per due mandati. Su di lei i Repubblicani puntano molto per cercare di trovare un’alternativa interna per il futuro all’ingestibile Trump, con il quale lei stessa ha avuto più di qualche contrasto. La Haley è stata la prima donna governatore del South Carolina e la seconda di origine indiana ad assumere questa carica in tutta la storia degli Stati Uniti.

Non condivido nulla delle sue idee politiche che sono la sintesi perfetta dei conservatori degli stati del Sud: antiabortista, anti immigrazione, pro pena di morte, meno tasse e meno servizi per tutti, politica estera da sceriffi. Ma è lì a respirare la stessa puzza di cane bagnato che sto respirando io in quel locale. Mi avvicino, mi presento e le chiedo di scattare una foto con lei pensando a questo articolo. Accetta, sorride e mi chiede, cortesemente, di non farle domande di politica perchè è lì per qualche giorno di riposo con la sua famiglia.

Non credo nessun giornale americano sentirà il bisogno di raccontare come Nikki Haley “trascorra le sue vacanze bevendo birra e ascoltando musica popolare a contatto con tanti giovani e solo con due agenti di scorta”. Nonostante il Times l’abbia inclusa nella lista delle 100 persone più influenti d’America, a nessuno frega niente se usi una borsa a tracolla o lo zaino. Se si sposta in taxi o con la bicicletta. E’ normale, per un politico, comportarsi da uomo o da donna normale. Respirare la stessa aria, mangiare lo stesso cibo, ascoltare la stessa musica. Soprattutto, fare la fila come tutti gli altri per prendere una birra.

Comportarsi in modo educato il primo dovere di un politico.

2 Commenti

  1. Silvia Cazzato

    Grazie, certamente, dell’articolo. Malgrado anche io sia italiana e sia tra quelli a quali non interessa se chiunque usi una borsa a tracolla o uno zaino, se vada a piedi o in taxi, se scelga una limousine o una papamobile, penso tuttavia che non sia così negativo, per dei giornalisti, riportare questi dettagli. A volte mettono in luce piccole scelte che riescono a trasmettere il modo di pensare di personaggi che, proprio perché amministrano la cosa pubblica, in effetti ci è utile conoscere.

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    1. Francesco Ria

      Ciao Silvia, grazie del commento. Concordo sul fatto che piu’ dettagli si conoscono e meglio possiamo apprendere il modo di pensare dei personaggi. Quello che fa riflettere, a mio modo di vedere, e’ che spesso conosciamo tutto sul look di alcuni politici, ma poi ci dimentichiamo di parlare della loro onesta’, della loro morale e, soprattutto, della loro coerenza. Una peculiarita’ della stampa italiana e di pochi altri paesi dai quali amiamo prendere le distanze perche’ solo “in via di sviluppo”.

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Info sull'autore

Francesco Ria

Ricercatore in una prestigiosa Università americana. Come il sottomarino sovietico di "Caccia a Ottobre rosso" usa cambiare improvvisamente e senza motivo direzione

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