Trasporti green: Sud arretra, Puglia accelera

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Mobilità sostenibile, il Mezzogiorno ha ancora molto da pedalare. Ma gli esempi positivi ci sono

Di Francesca Rizzo

// DOSSIER Non esiste uno studio completo a riguardo, ma basta incrociare i dati raccolti da istituzioni e organizzazioni di settore per far emergere la conclusione: il Sud Italia è ancora molto indietro sul tema della mobilità sostenibile; un divario notevole con le città settentrionali, per non parlare poi del resto d’Europa. Eppure, i casi virtuosi non mancano.

// MOBILITÀ SOSTENIBILE Mezzi di trasporto pubblico, veicoli a basso impatto (a metano, GPL, ibridi o elettrici), biciclette, sharing mobility: questi gli elementi al centro dei piani di mobilità sostenibile, per ridurre l’inquinamento ambientale e migliorare la viabilità e la qualità della vita nei centri urbani. Il quadro europeo è incoraggiante: come sottolineato dal rapporto “Sustainable cities mobility index”, realizzato da Arcadis, “alcune città europee, che hanno vissuto prima il processo di industrializzazione, oggi aiutano nello sviluppo di un programma di riduzione delle emissioni attraverso eccellenti infrastrutture ciclabili, impegno sul fronte della green technology e diffusione di veicoli elettrici”. Non è un caso se nella top 10 mondiale della mobilità sostenibile compaiono sette città del Vecchio continente: Zurigo, Parigi, Praga, Vienna, Londra, Stoccolma e Francoforte. E le città italiane? Tanto l’impegno, pochi i risultati, soprattutto al Sud.

Ciò che manca, come evidenziato dal rapporto ICity Rate 2017, è la condivisione di politiche e buone prassi su tutto il territorio nazionale. La conseguenza è una polarizzazione tra città (prevalentemente del Nord) all’avanguardia e città (prevalentemente del Sud) ancora molto in ritardo. La classifica sulla mobilità sostenibile (che prende in considerazione i criteri “pianificazione mobilità e zone 30”, “limitazione traffico”, “politiche di pedonalizzazione”, “interscambio”, “ciclabilità”, “adeguamento ecologico vetture”, “auto carburanti tradizionali”, “mobilità elettrica”, “bike sharing”, “car sharing”, offerta TPL”, “propensione alla mobilità collettiva”, “incidentalità”, “aree pedonali”) vede ai primi tre posti Milano, Torino e Venezia, agli ultimi tre Caltanissetta, Enna e Nuoro; Bari è la prima città del Sud in classifica, al ventunesimo posto sul totale dei 106 comuni capoluogo presi in considerazione.

Ancora troppo poche le auto elettriche in Italia; eccezioni positive a Bari e Napoli

Anche il decimo rapporto Euromobility sulla mobilità sostenibile nelle 50 principali città italiane incorona come virtuose solo città settentrionali, confermando un trend già evidenziato negli anni precedenti. Come emerge dal rapporto, in Italia il tasso di motorizzazione (il numero di veicoli circolanti in rapporto al numero di abitanti) è pari al 61%: dato superiore alla media europea, pari al 49,1%. Il poco invidiabile primato di città con il maggior numero di veicoli rispetto agli abitanti spetta a L’Aquila (75,8%), seguita da Potenza (73,1%) e Perugia (70,26%). La più virtuosa è, prevedibilmente, Venezia (41,84%), seguita da Genova (46,04%) e Firenze (50,68%). Napoli, Catania e Foggia le tre città in cui circolano più veicoli altamente inquinanti. A proposito di inquinamento: in Italia stentano a decollare i veicoli a trazione ibrida ed elettrica; fanalino di coda è Taranto, con lo 0,03% rispetto all’intero parco auto (nella provincia di Trento, al vertice della classifica, la percentuale è dello 0,86%). Un primato virtuoso spetta a Bari e Napoli, uniche città in cui la flotta di veicoli destinati al car sharing è interamente composta da auto elettriche. Anche la situazione sull’uso degli autobus urbani è desolante: come emerge ancora dal Rapporto Euromobility, a Potenza un cittadino utilizza in media l’autobus soltanto 6 volte in un anno, a Latina 10 volte, a Siracusa 12.

Bari tra le poche città virtuose, con servizi di bike sharing e car sharing elettrico

// BIKE ECONOMY Un metodo di spostamento amico dell’ambiente e della salute, che, secondo le stime di ECF (European Cycling Federation), porta ogni anno all’Europa benefici economici pari a 513 miliardi di euro, riflettendosi anche in ambiti apparentemente lontani come quello dell’integrazione culturale: la mobilità ciclistica è una realtà affermata in molti Paesi europei, dove oltre ad essere il mezzo preferito per gli spostamenti quotidiani, la bicicletta è anche utilizzata durante le vacanze. Dati FIAB quantificano in 44 miliardi di euro il valore del cicloturismo in Europa: introiti superiori addirittura rispetto a quelli dell’indotto crocieristico, pari a 39,4 miliardi.

L’A Bi Ci, primo rapporto Legambiente su economia della bici e ciclabilità cittadina in Italia, stima in 6,2 miliardi di euro il fatturato prodotto dall’uso della bicicletta in Italia: “un valore straordinario – si sottolinea nel rapporto – se si pensa che è conseguenza di un uso ancora assai limitato della bici come veicolo per la mobilità (…) e che il settore ciclo viaggi (…) è ancora troppo poco sviluppato”. Solo il 3,6% degli Italiani si sposta normalmente in bicicletta: Bolzano, Pesaro e Ferrara le città più bike-friendly d’Italia; male il Sud, penalizzato anche dalla carenza, o dalla totale assenza, di infrastrutture idonee. Secondo FIAB sono 798mila gli Italiani (dai 15 anni in su) che ogni giorno vanno al lavoro o a scuola in bicicletta: il 13.2% dei residenti nella provincia autonoma di Bolzano, appena lo 0.5 in Molise.

Una tendenza confermata dal primo rapporto nazionale sulla sharing mobility, nel quale sono state censite tutte le città italiane nelle quali è presente almeno un servizio di bike sharing, che consente il noleggio a tempo di biciclette per spostarsi nell’area urbana o, in alcuni casi, anche in territori più vasti: il 64% dei servizi è presente al Nord, il 14% al Centro e il 22% al Sud. Una piccola curiosità: mentre in molti territori il bike sharing è una conquista recente, a Ravenna, prima città italiana a dotarsene, è presente dal 2000. Ancora una volta, Bari risulta tra le città virtuose: alla data di pubblicazione del report risultava essere l’unica città metropolitana del Sud ad avere un servizio di bici a noleggio.

Lecce garantirà un servizio di bike sharing a flusso libero. La Regione Puglia ha investito quasi 4,5 milioni in “EuroVelo5 – Via Romea Francigena (EV5 – VRF)”

// PROBLEMATICHE E SVILUPPI “Un percorso ad ostacoli che spesso non ti permette di rispettare il codice della strada: provate voi a fare un itinerario in bici con auto in doppia fila, barriere fisiche che ti costringono ad andare sul marciapiede (perché la strada è occupata dai binari del tram), strade larghissime in cui non capisci dove devi metterti né tanto meno quando è il tuo turno di passare, semafori il cui rosso per i pedoni (perché a volte scendi dalla bici e fai il pedone) è lungo come una puntata di Porta a Porta, mentre il verde passa come la scia delle stelle cadenti e quando te ne accorgi è già di nuovo rosso. Questa è la giornata tipo di chi sceglie di usare la bicicletta per andare al lavoro”: è quanto dichiarato da Giulietta Pagliaccio, presidente di FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta ONLUS),  che in occasione della Settimana Europea della Mobilità ha organizzato un flash mob di 6 km in bicicletta per le strade di Roma, coinvolgendo anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

129 le città italiane che hanno aderito con manifestazioni e proposte alla Settimana Europea della Mobilità (http://www.mobilityweek.eu/2017-participants/?year=2017&country=IT)

La Settimana Europea della Mobilità è un appuntamento consueto dal 2002: promossa dalla Comunità Europea, invita amministrazioni locali e stakeholders privati a proporre iniziative che spingano la cittadinanza ad una maggiore consapevolezza verso temi riguardanti la mobilità sostenibile. L’edizione di quest’anno, basata sul tema “Mobilità pulita, condivisa e intelligente”, ha segnato un record di partecipazione: 2526 le città aderenti, 669 le attività organizzate, dai car-free days ad iniziative circoscritte alla settimana, come le biciclettate collettive per andare a scuola, all’assunzione di misure permanenti come l’estensione delle aree pedonali e ciclabili. In Italia sono state 129 le città che hanno presentato almeno un progetto: come si evince dalla mappa, sono perlopiù collocate al Nord; tra le aree meridionali spicca la partecipazione pugliese: Lecce, ad esempio, è l’unico capoluogo di provincia sul territorio regionale ad aver previsto iniziative per i tre ambiti. Tra i progetti della città barocca, “Lecce più sicura in bici e a piedi”, finanziato con 962mila euro dal Ministero dell’Ambiente, nell’ambito di un programma strategico nazionale da 80 milioni. L’amministrazione comunale, inoltre, ha annunciato pochi giorni fa un avviso pubblico per individuare i gestori di un servizio di bike sharing a flusso libero (diverso da quello station-based, più consueto, perché non vincola le biciclette alle colonnine di parcheggio statiche: gli utenti possono rintracciare la bicicletta libera più vicina a loro e lasciarla dove è più comodo).

Ma l’intera Puglia si sta dimostrando sensibile al tema della mobilità sostenibile, con manifestazioni ed investimenti per rendere il territorio più vivibile dai residenti e dai tanti turisti.

A maggio scorso, a Bari, si è svolta la prima conferenza nazionale sui PUMS, i Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile, la cui adozione è stata resa dal decreto 4 agosto 2017 obbligatoria entro il 2019. Organizzata da Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia, Associazione nazionale Euromobility e Osservatorio Nazionale sui PUMS – Endurance Italia, l’incontro ha promosso, tramite sessioni con esperti e il confronto con comuni che hanno già adottato il PUMS, un nuovo modo di concepire gli spazi cittadini, più concentrato sulla mobilità “dolce” (pedoni e ciclisti) e sul trasporto condiviso e sostenibile.

La Regione Puglia ha inoltre partecipato con quasi 4,5 milioni di euro al progetto “EuroVelo5 – Via Romea Francigena (EV5 – VRF)”, cofinanziato dal programma europeo COSME – Sector COS-TOUR 2015-3-04 — Theme 2 “Diversifying the EU tourism offer and products – Promoting transnational thematic tourism products” e gestito da un cluster di enti pubblici e privati per la rivalorizzazione della via ciclabile, che dal Regno Unito giunge fino a Brindisi: una delle 15 ciclovie del network EuroVelo. Alla luce di quanto fatto, il prossimo 16 novembre, a Gravina, si svolgerà un convegno sulla tratta appulo-lucana di EuroVelo5.

 

 

 

 

 

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