Web’s-Cool: tra archeologia e social media

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Bari, un corso intensivo per apprendere le tecniche della comunicazione digitale

Di Lucia Di Bari*

 

// IL RACCONTO.  Solitamente quando finisce un corso intensivo di una settimana, ti senti bombardato senza sosta di nozioni che non sai come applicare nel tuo lavoro o nell’ambito dei tuoi studi. Con la Web’s cool non è stato affatto così: per quanto possa sembrare strano, archeologia e digitale possono incontrarsi, anzi dovrebbero; le nuove tecnologie potrebbero, per esempio, essere usate per una nuova fruizione dei beni culturali, più vicina alle esigenze degli appassionati di tutto il mondo e in grado, nel contempo, di garantire la salvaguardia dei beni stessi. È uno scenario possibile, a patto di conoscere gli strumenti giusti.

Ma c’è di più. La Web’s cool è stata pensata per essere non solo un contenitore d’informazioni ma anche un luogo d’incontro, confronto e anche scontro. Un po’ meno scuola e un po’ più palestra di vita, il corso ha messo a confronto tre categorie di persone apparentemente inconciliabili: da un lato i giornalisti professionisti e pubblicisti, dall’altro i nativi digitali ma anche tutti coloro che, appassionati ad entrambe le aree, non hanno ancora avuto l’opportunità di mettersi in gioco.

Nuove tecniche e spunti lavorativi per giornalisti, nativi digitali e appassionati della comunicazione

Una settimana intensiva, dunque, dove i temi e i problemi del vecchio giornalismo sono stati il motore per introdurre il mondo della moderna comunicazione digitale: dal menabò al template, dalla carta stampata all’uso di piattaforme per gestire i contenuti come WordPress, dagli elementi di un articolo cartaceo (occhiello, titolo e sommario) ai nuovi contenuti digitali, passando poi ad argomenti più specifici come la SEO, le tecniche di ottimizzazione e indicizzazione, l’uso dei social network e così via.
Alla Web’s cool è bastata solo una settimana per far nascere amicizie, progetti, collaborazioni e voglia di rimettersi in gioco: il giornalista, infatti, ha scoperto che la sua professione può rinascere con nuovi strumenti, mentre i nativi digitali hanno avuto modo di riflettere sull’etica della comunicazione e sulle modalità di creazione dei contenuti. Nella mente di coloro che erano alle prime armi, infine, è scattata subito la voglia di cimentarsi con tutto quello che hanno imparato.

La magia della Web’s Cool ha permesso che alla fine del corso quelle tre categorie apparentemente inconciliabili diventassero un unico gruppo, accomunato da una sola prospettiva: la speranza di risollevare la comunicazione di qualità con l’aiuto delle moderne tecniche digitali.

* Laureanda in Archeologia

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