Web’S-Cool: pionieri di un sogno

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Lanciare delle piattaforme multicanale era l’obiettivo pratico, costruire una rete di persone è stato il risultato. È partita dall’Uniba la rivoluzione chiamata Web’s cool

di Francesca Rizzo

//IL RACCONTO Ho voluto far passare qualche giorno, prima di scrivere la mia su quest’avventura chiamata Web’s cool. Come per tutte le esperienze impegnative, ci vuole tempo per “somatizzare”, per raccogliere le proprie impressioni in una forma più ordinata, per esprimere meglio quel “wow!” che continuavo a ripetermi in testa a corso finito.

Che poi, anche la parola “corso” a posteriori sembra inadatta, perché fa pensare a un percorso formativo tradizionale, ordinario, e la Web’s cool è stata tutt’altro. Innanzitutto per l’obiettivo, che sembrava ambizioso già dall’inizio: realizzare (sul serio, non imparare a farlo in teoria) una, o addirittura più di una, piattaforma editoriale multicanale, in sei giorni (cinque e mezzo, a voler cavillare), collaborando con dei perfetti estranei. Poi per il contesto: un’aula chiamata BaLab, ubicata nell’università ma aperta all’esterno, alle contaminazioni e ai sogni che possono diventare realtà, come l’albero-caricabatterie nell’angolo. Infine, per la premessa con cui l’ideatrice di tutto questo, Marilù Mastrogiovanni, ha aperto i lavori: tutti hanno qualcosa da insegnare, tutti hanno qualcosa da imparare.

Al BaLab, per una settimana o poco meno, siamo stati pionieri della comunicazione di domani, iniziando da quella di ieri: abbiamo parlato del menabò, che si è trasformato in un template progettato da noi stessi; abbiamo visitato una realtà nata dal basso, la web radio dell’Università di Bari, abbiamo ascoltato l’esperienza di chi, nonostante tutte le difficoltà, ha inseguito i propri sogni e “ce l’ha fatta”, abbiamo assorbito stimoli che vanno molto al di là dell’imparare ad usare WordPress e gli innumerevoli plug-in salvavita, abbiamo capito che se il contenuto non funziona, se non c’è o non è espresso bene, non c’è SEO che tenga.

In me, e credo in molti dei partecipanti, la Web’s cool ha fatto scattare qualcosa al di là dei contenuti didattici: la voglia di mettersi alla prova, di scivolare fuori dal guscio di timidezza e far vedere che sì, è vero: sono giovane, ho poca esperienza, ma ci sono anch’io! Lanciare una sfida a me stessa, alzarmi e parlare davanti a sessanta sconosciuti, ignorando le guance rosse e cercando di tener ferma la voce: anche questo è stato Web’s cool, anche questo è stato formazione. Rapportarmi “da pari a pari” con gente che fa giornalismo da una vita, chiedere consigli e proporre idee, senza timore; abbandonare il “rifugio sicuro” della scrittura e improvvisarmi grafica, cercando gli strumenti per realizzare un logo per il sito web che rispecchi la mia idea, e alla domanda “Lo sai fare?” rispondere con sicurezza: “No, sto imparando!”

La Web’s cool ci ha fatto ricredere in un mondo che credevamo perso, ci ha fatto capire che finché ci saranno le idee e le persone che cooperano per realizzarle, tutto è possibile

Al BaLab siamo entrati come sconosciuti, dal BaLab siamo usciti come amici: il nostro dialogo prosegue su Facebook, dove anche i docenti, primi inter pares, continuano a fornire input e strumenti utili.

Qualcuno di noi sta già mettendo a frutto gli insegnamenti, ha registrato un proprio dominio e si sta destreggiando con strumenti che fino a poco tempo fa gli erano sconosciuti o quasi, qualcun altro sta sperimentando piccoli accorgimenti per ottimizzare il lavoro quotidiano.

In un modo o nell’altro, ne sono sicura, la Web’s cool ha seminato qualcosa in ognuno di noi: ci ha fatto ricredere in un mondo che credevamo perso, ci ha fatto capire che finché ci saranno le idee e le persone che cooperano per realizzarle, tutto è possibile.

Anche lanciare tre piattaforme sembrava assurdo, eppure, in qualche modo, ce l’abbiamo fatta! Ci vediamo “il giorno del diploma”, cari compagni di un viaggio visionario!

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