Summer school: l’alta formazione in Puglia è gratis

17 i percorsi di formazione intensivi, della durata massima di una settimana approvati dalla Regione Puglia: sono proposti da Università e aziende che collaborano nel trasferire know-how spendibili nel mercato del lavoro
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Sostenere le università nelle attività relative alla terza missione, quella, cioè, di “dialogare con la società”: è ciò che fa la Regione Puglia, finanziando alcune delle summer school organizzate dagli atenei pugliesi.

Le summer school sono percorsi di apprendimento intensivi (la durata massima, fissata dalla Regione, è di una settimana), focalizzati su temi specifici e diversi, anche nelle metodologie didattiche, dalle classiche lezioni frontali universitarie. La Regione ha voluto puntare su questa formula, affiancandola ad altre cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo, per contribuire ad una crescita sostenibile che l’Europa chiede già da tempo agli Stati membri.

Potenziamento delle attività tradizionali e digitalizzazione gli assi su cui si muove l’innovazione universitaria. Sebastiano Leo, assessore alla Formazione: “Condividere saperi e sporcarsi di realtà: risposta importante degli atenei”

La graduatoria finale è stata stilata in base a tre criteri: sostenibilità economica, qualità e professionalità delle risorse di progetto, qualità progettuale; quest’ultima ha riguardato la validità della proposta formativa nel suo complesso, giudicando anche la coerenza rispetto al programma didattico dei partenariati attivati con aziende esterne alle università. Punto di forza delle summer school è proprio il contatto con le imprese operanti sul territorio, che offrono esperienze concrete, con gli atenei a fare da ponte tra gli studenti (universitari, giovani laureati o figure professionali specifiche) e il mondo del lavoro.

Diciassette i progetti approvati dalla commissione, per un totale di 295.937,27 euro stanziati, a fronte dei 300.000 previsti dall’avviso pubblico n. 2/PAC/2017. I finanziamenti assegnati alle singole summer school oscillano da un minimo di 9.000 a un massimo di 20.000 euro: a questi si aggiunge il contributo delle aziende partner (pari al 10% dell’importo erogato dalla Regione) e, in alcuni casi, quello degli atenei stessi.

// Il commento dell’assessore regionale.

“Siamo estremamente soddisfatti della partecipazione delle Università pugliesi al bando regionale Summer school”, fa sapere l’assessore all’Istruzione, alla Formazione, all’Università e al Lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo.

“Per la prima volta – continua Leo – l’Amministrazione Regionale ha inteso sviluppare un Avviso pubblico che contribuisse a finanziare le summer school delle Università del territorio, nella profonda convinzione che gli Atenei non esauriscano la propria mission nell’alta formazione e nella ricerca, ma che siano attori sociali a tutti gli effetti e quindi deputati a dialogare con la società in un mutuo scambio di interessi e informazioni. Le summer school, le partecipazioni attive e gli incontri pubblici, le iniziative in collaborazione con enti per progetti di sviluppo urbano o valorizzazione del territorio, rappresentano momenti di dialogo importanti tra le Università e ciò che le circonda: è un modo per abbattere muri, per condividere sapere e per sporcarsi di realtà. Data la natura sperimentale del bando, primo nel suo genere, l’impegno di risorse è stato circoscritto. Ciononostante abbiamo avuto una risposta importante da parte degli Atenei”, sottolinea l’assessore.

Riguardo l’iter di selezione, Leo spiega che “la valutazione dei progetti ha tenuto conto innanzitutto della qualità della proposta formativa, poi dell’autorevolezza e della coerenza dei soggetti coinvolti rispetto al tema del progetto formativo, e infine della vocazione internazionale dello stesso grazie al coinvolgimento di attori di paesi stranieri. Ora – conclude l’assessore – aspettiamo gli esiti delle summer school, ma ad oggi il bilancio è positivo e ci fa ben sperare per la riproposizione dell’Avviso, magari con un impegno economico maggiore”.

// Le summer school approvate.

Cinquantatre le domande presentate, 17 quelle accolte. Alcune delle summer school proposte dagli atenei e premiate dalla Regione riguardano attività tipiche del territorio, come l’agroalimentare; altre valorizzano ambiti da potenziare, come l’editoria e la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Tutti i progetti promossi sono accomunati da un’ottica innovativa nell’inquadrare gli argomenti e nelle metodologie scelte per la didattica.

Sono otto i corsi organizzati dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” (“I ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo: diritti azionabili e modalità di presentazione”; “Selected issues of EU taxation as EU law”; “BIO.TRA.IN – BIOmarkers, Technology TRAnsfer and Product INnovation”; “Tutela del mecato tra ordinamento cinese e italiano”; “Summer school di podologia bovina”; “Vasco da Gama Summer school – Safety: navigation & environment”; “Agricoltura giovane – Management della nuova impresa agricola e agroalimentare”; “Web S-COOL – Web editorial platform, Social media and communication in COOperative Learning. Ideare, realizzare, lanciare, gestire una piattaforma editoriale multicanale”).

Sei quelli a cura dell’Università del Salento (“PMPA – Performance Management in Public Administrations”; “ARES – Archeologia aeRea e rEmote Sensing di prossimità con Sistemi Aeremobili a Pilotaggio Remoto”; “SAMSET18”; “Ma.GeDiP – Manager della Gestione digitale e Privacy nella PA”; “DA.CI.ME Dalla Cina al Mediterraneo – due esperienze teatrali a confronto”; “InRosa – Innovazione per i Vini Rosati”) due del Politecnico di Bari (“MILESTONE” e “SMA03”) e una dell’Università di Foggia (“Benessere animale e qualità del latte”).

QUI la detemina di approvazione della graduatoria.

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