Madri di una rivoluzione

Nelle parole dell'eurodeputatata Elena Gentile il senso della serata: ripartire da quanto è stato fatto per proseguire sulla strada del cambiamento
Share on Facebook29Tweet about this on Twitter0Share on Google+0Email this to someonePrint this page

“Nel 2008 le donne che si dimettevano dal lavoro a seguito di maternità erano 666. Oggi sono 1587”: è un dato che deve far riflettere, quello evidenziato dalla Consigliera di Parità uscente della Regione Puglia, Serenella Molendini, nel corso dell’incontro Maternità: libere di scegliere.

Il titolo del dibattito, organizzato da Assessorato e Commissione Pari opportunità del comune salentino, ha una duplice interpretazione: “Significa – spiega la Consigliera Molendini – non solamente «salvaguardiamo la maternità, tuteliamola e proponiamo tutte quelle misure che possano sostenerla», ma anche dare l’opportunità alle donne che non vogliono avere figli di non sentirsi stigmatizzate da questo tipo di discorso”.

La Consigliera ha fatto il punto sulla difficile condizione delle lavoratrici, donne e madri, nelle aziende pubbliche e private pugliesi. Un’esperienza maturata in nove anni di attività capillare sul territorio è condensata nel report Pari opportunità e diritto antidiscriminatorio, presentato ieri sera: “Il vulnus della maternità vale per la donna che lavora – chiarisce Molendini – ma anche per la donna che non lavora perché non trova lavoro: spesso, la donna che ha figli. (…) La fascia tra i 30 e i 45 anni d’età è quella in cui, mentre gli uomini corrono, le donne sono in discesa e fanno fatica”. Penalizzate soprattutto le donne che operano nel settore del commercio e le tante, troppe lavoratrici precarie.

Come intervenire per cambiare questa disparità? Tramite un dialogo trasversale, che coinvolga tutti gli attori sociali: leggi inadeguate, regole rigide sui luoghi di lavoro e un certo preconcetto di fondo sulle reali capacità delle lavoratrici devono essere eliminati da un’azione a più livelli, che parte proprio dalle donne.

Alcune di loro erano presenti a Sogliano: oltre alla Consigliera Molendini, la Viceministra allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, l’Europarlamentare Elena Gentile, componente della Commissione Lavoro e Affari sociali, l’avvocata penalista Annagrazia Maraschio, la direttora del Tacco Marilù Mastrogiovanni, che ha moderato l’incontro. Tutte provenienti da diversi percorsi, ma accomunate dal toccare con mano le difficoltà quotidiane delle lavoratrici madri, o aspiranti tali.

La maternità come diritto, i figli come “bene comune”, le lavoratrici come risorse: l’innovazione economica e culturale passa da qui. A Sogliano Cavour nasce un “patto tra donne”: Elena Gentile, Teresa Bellanova, Serenella Molendini, Maria Grazia Manco insieme per spingere l’acceleratore sull’innovazione sociale sostenibile, che passa dal lavoro delle donne. E chiamano la società tutta a reagire

Oltre che un discorso di giustizia sociale, quella sulle donne madri e lavoratrici è anche una questione economica. La Viceministra Bellanova sottolinea l’apporto potenziale delle donne all’innovazione del Paese: “Sono le più formate, le più disponibili a fare approfondimenti e a frequentare master in Italia e all’estero, eppure sono le meno presenti”.

“A parità di mansione, una lavoratrice, rispetto ad un lavoratore della pubblica amministrazione ha una disparità salariale di 270 euro al mese; nel privato la differenza è di 440 euro. Perché, se c’è una legge che parla di parità?” Uno degli scogli più duri su cui intervenire è l’organizzazione del lavoro: orari più flessibili permetterebbero alle donne di essere maggiormente presenti sul posto di lavoro. Ma questo, sottolinea Bellanova, è un problema che non può essere risolto da una legge statale; spetta ai sindacati fare una “contrattazione sfidante”, che riesca a conciliare le necessità della singola azienda con tempi di vita e di lavoro più equi. La politica ha compiuto numerosi passi avanti, ad iniziare dall’eliminazione della pratica delle dimissioni in bianco, un ricatto che consentiva alle aziende di liberarsi in qualunque momento della dipendente ormai superflua.

“Il tema è economico”, fa eco a Bellanova Elena Gentile, che ha riportato la sua esperienza all’interno del Parlamento Europeo. L’arretratezza dell’Italia rispetto agli altri Paesi dell’Unione è un fenomeno da risolvere, anche con l’aiuto delle istituzioni sovranazionali. “Dobbiamo scardinare – sostiene Gentile – un sistema economico sclerotizzato, vecchio, per rendere le donne protagoniste di una nuova visione economica”.

Ma bisogna intervenire anche sul piano formativo: “Bisogna educare ad esercitare i propri diritti – sostiene Annagrazia Maraschio – perché il più delle volte noi donne non sappiamo quali siano, e abbiamo ancora la cultura di doverci giustificare e nascondere”.

L’incontro di ieri sera, oltre a rappresentare un passaggio di consegne simbolico tra Serenella Molendini e Annagrazia Maraschio, passato e futuro dell’Ufficio della Consigliera Regionale di Parità, ha gettato le basi per un cammino futuro. Tra le proposte, quella di sanzionare le aziende che assumono atteggiamenti discriminatori verso le donne: laddove fallisce il dialogo, bisogna aprire a forza la strada verso un’equità maggiore.

La staffetta Un problema, quello della donna lavoratrice, che per essere superato deve interessare la società nella sua interezza; è questo il senso della staffetta della responsabilità, un concetto ribadito dall’assessora alle Pari opportunità Maria Grazia Manco: “La Staffetta della responsabilità si configura come un passaggio di testimone dalle donne agli uomini, affinché prenda avvio un auspicabile quanto necessario cammino congiunto verso il superamento della cultura patriarcale e della disparità di genere”.

Un momento di riflessione, una pausa per fare un bilancio delle tante cose fatte, per poi ripartire più determinate e più forti. E’ stato questo l’incontro di Sogliano, dove le rappresentanti delle Istituzioni promettono di tornare per altri momenti di confronto.

“Sono profondamente convinta – dice Elena Gentile – che se le donne continueranno a fare rete, mettendo da parte protagonismi fuori dal tempo, riusciremo ad aggiungere un altro mattone a quelli che abbiamo messo insieme in questi anni, con tanta fatica ma anche con grande passione”.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

About The Author

Related posts