Marine leccesi: è tempo di rinnovamento

Inizia il percorso di partecipazione per restituire vita e servizi a una parte importante della città
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di Francesca Rizzo

Con un incontro pubblico a Frigole, parte il percorso di coinvolgimento dei cittadini leccesi in “Lecce è il suo mare”, il nuovo progetto varato dall’amministrazione comunale del capoluogo salentino. Nei prossimi giorni si proseguirà con altri incontri e passeggiate collettive anche nelle altre marine: San Cataldo, Torre Chianca, Torre Rinalda e Spiaggiabella.

Obiettivo dell’ambizioso progetto è pianificare un nuovo modo di vivere la costa leccese, ascoltando le necessità della cittadinanza per trasformarle in proposte concrete e funzionali nel lungo periodo. Punto di riferimento per l’elaborazione del piano è il bando regionale per la Riqualificazione urbana sostenibile, volto a “migliorare la vivibilità e la sostenibilità nelle aree urbane ponendo particolare attenzione alle zone urbane e alle fasce di popolazione più disagiate e marginali sotto il profilo socio-economico attraverso soluzioni sostenibili, inclusive e integrate tra loro”. Quattro gli assi su cui occorre costruire: Energia sostenibile e qualità della vita, Adattamento al cambiamento climatico, prevenzione e gestione dei rischi, Tutela dell’ambiente e valorizzazione delle risorse culturali e ambientali, Inclusione sociale e lotta alla povertà. L’amministrazione comunale ha già presentato la propria candidatura: si passa ora al secondo step, dimostrare che si hanno proposte d’investimento concrete per far fruttare i fondi regionali.

Lavori in corso per elaborare il nuovo piano di rigenerazione delle zone urbane sulla costa leccese: si chiama “Lecce è il suo mare” e chiama a raccolta tutti, tecnici e cittadini. L’assessora Miglietta: “Vogliamo individuare una direzione futura che incida su tutta la città”

Abitanti ed esercenti, oltre a turisti e cittadini delle zone limitrofe, hanno denunciato più volte l’incuria e il degrado cui sono abbandonati spazi a pochi chilometri dalla città: luoghi dal potenziale enorme e sottovalutato. Ecco perché l’amministrazione leccese ha deciso di puntare sul contributo della cittadinanza, viste anche esperienze passate come il progetto “Tra Lecce e il mare c’è di mezzo il fare. Laboratorio del piano di rigenerazione delle marine leccesi” e il laboratorio di progettazione partecipata “Sine potimu. Parco delle marine”.

Rientra nel progetto anche la zona di Torre Veneri, da tempo oggetto di erosione costiera

“Attraverso il progetto Lecce è il suo mare – ha spiegato l’assessora all’Urbanistica del Comune di Lecce, Rita Miglietta – intendiamo individuare un modello di sviluppo sostenibile che protegga il nostro litorale con il suo straordinario patrimonio ambientale e che garantisca allo stesso tempo uno sviluppo economico e sociale. Un modello che vogliamo sia condiviso dall’intera cittadinanza. (…) Come amministrazione vogliamo che questo progetto vada oltre la partecipazione al bando regionale e individui una direzione futura della nostra costa capace di incidere sulle future scelte urbanistiche di tutta la città”.

Oltre ai comuni cittadini, alla redazione del piano partecipano l’Università del Salento, l’Esercito e il Consorzio di bonifica; il gruppo di lavoro tecnico è invece formato da personalità di vari settori: Lavori Pubblici, Ambiente e Trasporti, Politiche Urbanistiche e Programmazione strategica. Altro punto di forza, un team specializzato composto dall’architetto Francesco Baratti, dall’ingegnera Luisella Guerrieri e da designer dello studio Pazlab.

Il sito Marine di Lecce è insieme un manifesto programmatico e un modo perché tutti possano vivere il progetto, partecipando alla mappatura delle zone su cui intervenire e agli incontri fissati.

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