Il richiamo ancestrale del mito

Gastronomia, musica e tanta storia: per cinque serate Caprarica si tuffa nella cultura popolare salentina
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Tornare indietro nel tempo, fino all’VIII secolo a.C.: all’Archeodromo Kalos si può, durante le Notti del Mito. Dal 9 al 13 agosto il parco ospita un evento dedicato ai Messapi, il “popolo tra i due mari” che si stabilì nel Leccese e in alcune zone della Calabria ben prima dell’arrivo dei Romani. Una guida del museo, vestita in abiti d’epoca, accompagna i visitatori lungo un tragitto che parte dalla fine dell’Età del Ferro, quando i villaggi iniziano ad avere una struttura più organica e a dotarsi di mura a scopo difensivo. L’evoluzione delle abitazioni è testimoniata dalle capanne, ricostruite, come tutte le testimonianze del parco, in scala 1:1 sulla base degli studi effettuati dall’Università del Salento. All’interno delle mura, la civiltà messapica è impersonata da dipendenti del museo: giovani lavoratori e lavoratrici intenti nei mestieri dell’epoca e persino lo sciamano; figura di riferimento all’interno del villaggio, egli scruta l’orizzonte dalla sommità della specchia, illuminato dalla luna. Oltre a permettere di toccare con mano la storia, l’Archeodromo dona una visuale mozzafiato del territorio circostante; Kalòs si estende per 12 ettari e comprende il punto più alto del Nord Salento: un’estensione delle Murge salentine, a 110 m sul livello del mare.

Un percorso che si snoda nel tempo, fino alle origini della popolazione salentina: è quello proposto per il sesto anno di fila dall’Archeodromo Kalos

Il lungo percorso prosegue seguendo un’evoluzione temporale costante, attraverso filoni tematici differenti: il passaggio d’epoca è evidente dal punto di vista architettonico, artistico, culturale e religioso. I piccoli villaggi lasciano il posto a città più articolate, con mura a doppia cortina sulla base del modello greco e case più stabili; un sacerdote, intento nel rito delle Libagioni, sostituisce la figura sacra dello sciamano.

Alla fine del percorso uno dei momenti più coinvolgenti, a cura dell’Associazione storico-culturale “I Cavalieri de li Terre Tarantine”, che svela i rapporti tra Messapi e Tarantini: inizialmente in guerra, i due popoli si alleano contro il nemico comune, i Romani. Un gruppo di opliti fa mostra del proprio equipaggiamento: scudi, elmi e piastre pettorali sono riproduzioni di reperti trovati in varie zone del Sud Italia. Lo scontro tra due fazioni chiude la rievocazione storica, riportando i visitatori allo spiazzo iniziale, uno spazio nettamente più moderno, ma sempre ancorato alla tradizione: una tradizione gastronomica, con stand dedicati ai prodotti tipici salentini, e musicale, con le note accattivanti della pizzica interpretate in modo differente di serata in serata. Hanno aperto le danze i Ritmo Binario, che hanno riattualizzato brani classici della tradizione locale.

Ieri è stato il turno di Gruppo Folk 2000; nelle serate restanti si esibiranno I Scianari, Alla Bua, Antonio Castrignanò e, per il gran finale, i Tamburellisti di Torrepaduli e i Party Zoo Salento.

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