Dina Manti: “Promuovere la cultura per avvicinare il cittadino a valori da condividere”

Una ricca programmazione anima il Castello de’ Monti e altri luoghi suggestivi del borgo: la ricetta vincente, una sinergia tra amministrazione ed associazioni locali
Share on Facebook86Tweet about this on Twitter0Share on Google+0Email this to someonePrint this page

Il libero pensiero in risposta al degrado morale

di Francesca Rizzo

Un calendario completo di appuntamenti, che racchiude l’essenza del piccolo comune: Corigliano d’Otranto ospita mostre, eventi musicali e laboratori dedicati all’apprendimento di varie discipline. Nel corso degli anni l’attenzione verso i bisogni dei cittadini di tutte le età ha fatto guadagnare al piccolo paese i marchi di “villaggio culturale” e “villaggio della famiglia”, che vengono costantemente valorizzati con iniziative ad hoc.

Quest’anno Corigliano torna a far parlare di sè in quanto città filosofica: oltre a valorizzare le eccellenze, l’amministrazione comunale e le associazioni del territorio vogliono sollecitare residenti e turisti ad esercitare il pensiero critico tramite forme conviviali e creative. Abbiamo ascoltato a questo proposito la sindaca, Dina Manti.

Sindaca, anche quest’anno la programmazione estiva di Corigliano rispecchia il marchio di “villaggio culturale”, di cui la città si fregia da dieci anni…

Il leitmotiv della programmazione estiva di Corigliano è stare insieme, in comunità solidale. Abbiamo previsto eventi di una certa ridondanza accanto a manifestazioni più popolari, ma ogni appuntamento è studiato per valorizzare temi legati al locale. Quest’anno abbiamo fatto un cartellone condiviso anche col Castello, gestito dal Comune insieme a cooperative esterne: il programma del “Castello volante” accoglie tutto ciò che è fuori dalle mura, ossia la comunità coriglianese, i ristoratori, i cantautori, le associazioni culturali. Il muro del fossato non deve essere una barriera che divide la comunità da ciò che sta all’interno del castello: è anzi un invito a oltrepassarlo e partecipare agli appuntamenti. La brochure di promozione degli eventi culturali contiene una frase tratta da una poesia coriglianese: “Vasca ca t’azzi ‘n celu de luntanu me porti nu salutu de Corianu”: arrivando a Corigliano si vede già da lontano la “vasca”, il serbatoio dell’acquedotto, simbolo per i coriglianesi dell’essere arrivati a casa. Questa frase richiama lo spirito con cui è stata pensata la programmazione estiva: perché tutti coloro che partecipano agli eventi si sentano a casa.

Molti di questi eventi puntano al recupero di identità antiche, di tradizioni coriglianesi ed estere…

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Renata Fonte tra le vittime di mafia omaggiate a Corigliano

Certo. Ad esempio i bambini dell’asilo porteranno in scena i laboratori di griko; bambini e ragazzi più grandi saranno chiamati a rivitalizzare l’Orchestra sparagnina, composta da giovani coriglianesi diretti dal maestro Ambrogio Sparagna, per portare avanti le radici musicali del paese. Tramite l’evento “Nel Castello il Mondo”, che quest’anno giunge alla decima edizione, vogliamo anche dare spazio alle comunità di stranieri ormai perfettamente integrate a Corigliano; alcune di queste sono presenti nel territorio dagli anni Ottanta. La sera del 19 agosto ci sarà una festa con degustazione di piatti etnici, momenti di danza, teatro e poesia dedicati al tema dell’accoglienza: vogliamo tenere alta l’attenzione della comunità, contrastando la demagogia sui rifugiati politici e trasmettendo anche all’esterno l’esperienza positiva di Corigliano. Sempre in un’ottica educativa, abbiamo dato spazio anche alla legalità: il 19 luglio, in concomitanza con l’anniversario della strage di via D’Amelio, abbiamo inaugurato una piazza alle vittime di mafia. Quello che fino a poco tempo fa era un non luogo, privo di identità e di nome ma molto frequentato anche dai ragazzi, è stato caratterizzato con l’Oracolo di legalità, un’installazione che riporta nomi vittime di mafia, citazioni dedicate a Falcone e Borsellino, a Renata Fonte e ad altre vittime di mafia.

Il programma comprende anche gli eventi del progetto “Corigliano città del Sapere e delle Scienze”. Come mai un Festival della filosofia nel 2017?

Noi siamo convinti che promuovere la cultura avvicini il cittadino ad essere consapevole di valori che vanno condivisi, anche pretesi a volte. A giugno abbiamo organizzato il Festival delli santi lumi, finanziato in parte dalla Regione Puglia, ed abbiamo ospitato anche dei filosofi. Quest’estate portiamo la filosofia in paese attraverso la forma dei laboratori, degli aperitivi filosofici, per affrontare temi importanti con leggerezza. Attenzione: leggerezza non è superficialità, è un modo per avvicinare argomenti di spessore alla cittadinanza, per abbandonare l’elitarismo; tra una tartina e l’altra si svolge il dialogo tra un professore universitario e il cittadino medio su tematiche quali lo straniero, l’ambiente, l’accoglienza, la solidarietà, il consumismo.

Che cosa ha da dare la filosofia, oggi, ai cittadini?

È necessaria una maggiore responsabilità da parte di tutti quanti: dobbiamo essere consapevoli di quello che stiamo vivendo, recuperare la condivisione, la solidarietà, tornare a quello che eravamo prima e che facevamo nelle stradine dei nostri piccoli centri storici, quando ogni vicino veniva incontro alle esigenze dell’altro e ci si aiutava. La filosofia è il filo conduttore per affrontare tematiche scelte per valorizzare il locale: le eccellenze del territorio, la storia, la tradizione, in un dialogo aperto per condividere un percorso educativo e formativo con le altre istituzioni che pensano al benessere della società, un benessere culturale, non economico. Con i social noi siamo abituati ad essere misurati attraverso il numero di like che riceviamo, mentre occorre ritornare alla vita reale; dobbiamo guardarci, dialogare, confrontarci e proporci con idee alternative, perché non tutti dobbiamo pensare nello sesso modo: questo è il segreto.

E che cosa ha da dare, la filosofia, ai cittadini di domani, i bambini?

La filosofia è una risposta al degrado e alla crisi morale, alla perdita del valore educativo di alcuni genitori. Dobbiamo partire dai bambini, tramite un lavoro già iniziato a scuola e destinato a proseguire con i laboratori urbani, che a settembre avranno una nuova gestione, per recuperare i temi del lavoro manuale, delle eccellenze locali, dei vecchi mestieri attraverso e delle pratiche che rispettano l’ambiente. Tra le attività estive in corso di svolgimento c’è un laboratorio di scacchi, che mette in dialogo più generazioni: i bambini, i genitori e i nonni; attraverso gli scacchi, un gioco che porta alla riflessione, all’intelligenza, i più piccoli possono recuperare la consapevolezza delle proprie capacità per fortificarle e mettersi in gioco: cerchiamo di educare i ragazzi a uno spirito libero, perché nella vita non devono essere pedine ma giocatori, artefici del proprio futuro.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

About The Author

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Related posts