FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA: Orlando Furioso, un ponte tra mare e cielo.

Tripudio della poetica barocca nell’elegante inaugurazione del 43° Festival della Valle d’Itria. Si replica il 31 luglio.
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di Fernando Greco

 

 

Una pioggerella minacciosa, ma fortunatamente transitoria, non ha impedito l’assoluto trionfo dell’”Orlando Furioso”, opera di Antonio Vivaldi (1678 – 1741) che ha inaugurato il 43° Festival della Valle d’Itria.

Lo spettacolo si è rivelato una macchina barocca di grande efficacia sul pubblico della prima, rimasto inchiodato sulla poltrona per circa tre ore a godersi la magica alchimia scaturita dal concorso di tutte le ingenti componenti artistiche: musicali, sceniche, coreutiche.

LA MERAVIGLIA BAROCCA

L’”Orlando” di Vivaldi rappresenta il tripudio della poetica della meraviglia, fatta di filtri magici, ippogrifi e isole fatate, che costituiscono il background su cui si dipana l’infinito gioco di specchi dell’intreccio amoroso. L’elegante allestimento martinese a cura di Fabio Ceresa, in collaborazione con Massimo Checchetto per le scene e Giuseppe Palella per i sontuosi costumi, pone al centro del palcoscenico il luogo dove va a perdersi il senno di Orlando ovvero una luna incantata ed estatica che ruotando su sé stessa rivela con un magico colpo di scena la sfavillante conchiglia che costituisce il trono di Alcina. Cielo e mare si baciano e si confondono, metafore dei due personaggi-chiave Orlando e Alcina i cui caratteri, inizialmente opposti, finiranno per ribaltarsi: la sfrenata ninfomania della maga troverà accenti di tenero amore nei confronti dell’etereo Ruggiero, mentre il casto Orlando, perdendo il senno, si ritroverà furioso e disinibito.

Peraltro, nell’ambito di una messa in scena di gusto squisitamente barocco, la conchiglia di Alcina rappresenta una parentesi fin de siècle: il regno della sensualità è reso da preziosi tessuti e atmosfere dal sapore klimtiano, mentre la molle lascivia degli impagabili danzatori di Fattoria Vittadini diretti da Riccardo Olivier ammicca all’erotismo delle pitture di Lawrence Alma-Tadema.

UNA SCRUPOLOSA CONCERTAZIONE

L’orchestra dei Barocchisti non ha bisogno di presentazioni, forte di un inveterato prestigio nell’ambito del repertorio antico e barocco. La bacchetta di Diego Fasolis, da un trentennio direttore stabile dell’ensemble, si è mostrata formidabile nel gioco delle dinamiche, alternando oasi melodiche di umbratile fascino alle pirotecniche sonorità dei momenti più brillanti, eseguiti con ritmica incalzante. Perfetto l’equilibrio tra canto e orchestra, a dimostrazione di uno scrupoloso lavoro di concertazione.

In un cast vocale uniformemente eccellente, si è imposto il celebre contralto Sonia Prina nel ruolo di Orlando grazie a una presenza scenica soggiogante e un timbro prezioso: miracolose le agilità sgranate a tamburo battente in perfetta sintonia con la rapidità dei tempi orchestrali nonché la perfetta identificazione con il suo personaggio. Nel ruolo di Angelica, il soprano Michela Antenucci ha costituito un’autentica rivelazione per la bellezza di un canto dalle tante sfumature chiaroscurali e dagli acuti svettanti. Il mezzosoprano Lucia Cirillo ha vestito i panni di Alcina con grande personalità scenica e voce importante, trasmettendo in modo ineccepibile l’autoironia insita nelle intenzioni registiche. Impeccabile credibilità scenica da parte del mezzosoprano Loriana Castellano nel ruolo di Bradamante, con vocalità perfettamente consona alle ragioni del canto barocco. Aulica eleganza vocale e scenica quella del baritono Riccardo Novaro nei panni di Astolfo. Menzione d’onore al contraltista Luigi Schifano che sostituendo  all’ultimo momento il previsto Philipp Mathmann, ha regalato al pubblico un’intensa interpretazione del ruolo di Ruggiero, risultando molto più a suo agio nei momenti melodici: commovente l’aria “Sol da te, mio dolce amore” con accompagnamento di flauto obbligato. Nel personaggio di Medoro, efebico adolescente secondo il punto di vista della regia, si è disimpegnato con convincente perizia scenico – vocale il controtenore Konstantin Derri.

Il sontuoso “Orlando” inaugurale avrà un’unica replica nella serata del 31 luglio prossimo. Ulteriori dettagli sul sito web del Festival: www.festivaldellavalleditria.it.

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