Lotta alla criminalità e impegno sociale: diciotto volte premio “Centro Antiviolenza Renata Fonte”

Cerimonia di premiazione in presenza di studenti, per tramandare il valore della legalità
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Di Francesca Rizzo

È giunto alla diciottesima edizione il Premio “Centro Antiviolenza Renata Fonte”, assegnato ogni anno a personalità “che si sono distinte nel promuovere e difendere i valori della Legalità, della Nonviolenza, della Solidarietà e del rispetto della Dignità umana”: valori difesi con la vita dalla donna alla quale è intitolato uno tra i Centri antiviolenza più attivi nel leccese. Quattro i premi assegnati quest’anno; a consegnarli, la Vice Ministra allo Sviluppo economico, On. Teresa Bellanova, e l’ex Procuratore Cataldo Motta. La giornalista Rai Maria Grazia Mazzola è stata premiata per “la passione, la sensibilità, la tenacia e per il prezioso impegno profuso nelle azioni di comunicazione contro il potere criminale, la mafia e contro ogni forma di violazione del territorio e delle sue genti”. La dott.ssa Simona Lanzoni, vice Presidente della fondazione Pangea e membro GREVIO (Group of Experts on action against Violence against Women and Domestic Violence) presso il Consiglio d’Europa, ha ritirato il premio “per la sua esemplare capacità di essere tra le persone, tra le donne, sui progetti, sempre con uno sguardo sensibile e attento nel dar voce ai diritti e ai bisogni delle donne, per l’impegno sociale volto a rifondare una nuova cultura del diritto”. “Per aver con passione e straordinaria determinazione contribuito, ogni giorno concretamente alla costruzione di una società più giusta che non accetta trattative con il malaffare, necessariamente fondata sulla Legalità e sulla fiducia nelle Istituzioni” è stato insignito il Prefetto Antonino Cufalo, Vice Capo della Polizia di Stato, mentre al dott. Antonio De Donno, Procuratore Aggiunto, sono stati riconosciuti “l’instancabile attività, il coraggio, la costanza e l’autorevole tenacia nel difendere la Legalità nella condivisione di valori e principi finalizzati alla tutela della persona ed al rispetto delle regole di vita”.

Tutti riconoscimenti importanti a chi cerca ogni giorno, con il suo lavoro, di combattere contro muri fragili, resi impenetrabili da una cultura tremendamente sbagliata. Dal 2003, anno in cui è stato istituito, il Premio è stato assegnato a giornalisti, magistrati, politici e membri delle forze dell’ordine, accomunati dall’impegno in favore della legalità e della nonviolenza. Tra questi l’allora Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, la dirigente del Centro Nautico e Sommozzatori della Polizia di Stato a La Spezia, Luisa Cavallo, e la direttora del Tacco d’Italia, Marilù Matrogiovanni. Ha ricevuto il Premio “Centro Antiviolenza Renata Fonte” anche il Procuratore Pietro Luigi Vigna, colui che ha fortemente voluto coinvolgere scuole, enti e personalità pubbliche in un percorso educativo culminato nella Festa della Legalità, organizzata ogni anno dall’Associazione “Donne Insieme” Onlus – Centro antiviolenza “Renata Fonte”.

Il Centro è da anni, nonostante le difficoltà, un punto di riferimento per le donne vittime di violenze domestiche: una squadra forte composta da donne, psicologhe, assistenti sociali e avvocate, che aiuta le vittime a denunciare, fornendo loro strumenti quali colloqui telefonici e personali, consulenza legale e psicologica, oltre ad un servizio di sostegno in caso di ricorso a strutture d’emergenza. Una rete forte, che è riuscita a conquistare la fiducia di molte donne: 251 solo nel 2016. Le Operatrici del Centro sanno quanto sia importante, per persone tanto fragili, provate dalle continue vessazioni, sentirsi supportate da una società spesso poco propensa ad offrire comprensione.

Per questo, oltre ad assistere chi trova la forza di chiedere aiuto, l’Associazione “Donne Insieme” Onlus cerca di promuovere iniziative che coinvolgano l’intera cittadinanza: percorsi di formazione per addetti ai lavori ed altre attività, come il Premio “Centro Antiviolenza Renata Fonte”, che dimostrino in concreto come muoversi per il cambiamento, e quanto ci sia ancora da fare.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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