Riparte il treno degli investimenti: fondi anche per il Sud

Varato dal governo il nuovo piano quindicennale. Bellanova: “Boccata d’ossigeno in settori nevralgici”
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di Francesca Rizzo

“Un programma di lungo respiro che guarda al futuro”, con “cifre e dimensioni temporali non consuete per il nostro Paese”: questo il commento del Presidente del Consiglio Gentiloni al margine della firma del Dpcm di ripartizione del Fondo per il Finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, approvato su proposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Un piano di investimenti pubblici che prevede l’erogazione complessiva di 47 miliardi di euro, suddivisi in varie tranches, nell’arco di quindici anni a partire da quello corrente. Gli ambiti di intervento sono stati già individuati: attenzione soprattutto alle grandi infrastrutture (strade, ferrovie e porti), alle quali è dedicata la parte più consistente del fondo, 20 miliardi, da impiegare per il potenziamento dei collegamenti locali; un’altra somma importante, circa 8 miliardi, è destinata alla messa in sicurezza di edifici pubblici, in primo luogo le scuole; il resto sarà impiegato in settori nevralgici come la sanità, la difesa, ricerca scientifica e tecnologica, l’ambiente e l’informatizzazione della giustizia, senza dimenticare le periferie, alle quali, anticipa il Presidente del Consiglio, saranno destinati ulteriori investimenti in futuro.

Somme importanti per ripartire, vitali soprattutto per zone tradizionalmente svantaggiate. Una parte dei fondi verrà destinata alle Regioni, che avranno l’opportunità di potenziare servizi già esistenti e crearne altri ex novo, rispondendo ad esigenze recenti o sempre trascurate, e creando nel contempo nuovi posti di lavoro. Zone a forte vocazione turistica come la Puglia, ad esempio, vedono in questa nuova iniezione di denaro pubblico l’occasione giusta per risolvere l’annoso problema dei trasporti, a beneficio di utenti occasionali e dei pendolari che vivono una quotidianità fatta di disagi, ritardi e scarsa comunicazione. Il consigliere regionale Sergio Blasi, ad esempio, suggerisce l’idea di implementare finalmente una metropolitana di superficie che colleghi con efficienza i numerosi paesi dell’area salentina. “Garantire ai salentini una maggiore facilità negli spostamenti – sottolinea Blasi – significa anche dare un impulso all’economia: non possiamo più pensare i nostri paesi come comunità chiuse, dobbiamo garantire una migliore comunicazione tra loro, anche per generare maggiore facilità di spostamento per i giovani che lavorano e per quelli che sono in cerca di un’occasione. Ci vuole uno sforzo collettivo e trasversale agli schieramenti politici: passare dall’idea di una ferrovia locale a quella di una metropolitana: considerare il Salento non più un insieme di campanili ma un’unica grande area urbana immersa in un parco.”

La Vice Ministra allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, accoglie così la firma del decreto presidenziale: “Il Piano di Investimenti Pubblici per 47 miliardi nel periodo 2017-2032 va esattamente nella direzione necessaria: una grande boccata di ossigeno in settori strategici e nevralgici del nostro Paese e la conferma di una linea politica e di governo avviata in questi anni. Un’occasione per rafforzare la competitività del Paese, la qualità della vita, la sicurezza dei cittadini e per sostenere la rigenerazione sociale e fisica delle nostre città e delle periferie. Al netto dei Programmi ad alta tecnologia che interessano il Mise – continua Bellanova – ritengo proficuo il metodo che orienta il Piano perché significa pensare le risorse pubbliche come straordinaria leva strategica, e dunque con un effetto moltiplicatore. Il nostro Paese, le nostre eccellenze, i nostri territori hanno esattamente bisogno di questo: non interventi fini a se stessi ma logiche progettuali di investimento”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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