Minacce all’ex deputato An. E il retroscena della banca BCC Terra d’Otranto

Scritte e atti vandalici in puro stile mafioso all’ex sindaco ed deputato in pensione Achille Villani Miglietta: “Parlo troppo? Ma con gli inquirenti. E’ in atto una guerra”
Share on Facebook26Tweet about this on Twitter0Share on Google+0Email this to someonePrint this page

di Fabiana Pacella

 

Paura e omertà.

Scritte a chiaro sfondo intimidatorio. Ancora una volta nel giro di poche settimane.

Ancora un muro imbrattato, ancora una volta la parola “mafia” impressa con lo spray sulla calce.

A Carmiano (Lecce, nel nord del Salento) l’aria è pesante, da tempo. Sembra che dallo scossone giudiziario che nel 2014 interessò la Bcc di Terra d’Otranto – l’indagine, complessa, del Ros dei carabinieri e del Gico della guardia di Finanza è ancora in piedi – ad oggi, numerosi episodi inquietanti minino la serenità della comunità come dei singoli di volta in volta presi di mira da mani al momento ignote.

La scorsa notte è toccato all’onorevole Achille Villani Miglietta, 65 anni, già sindaco di Carmiano e deputato dell’allora An in pensione, un personaggio noto per non avere peli sulla lingua. Come dimostrano anche i suoi post sui social, che non risparmiano invettive pesanti e ironiche nei confronti di ogni espressione del malaffare.

“Gioco di mafia gioco di Villani”, il messaggio di vernice rossa scritto sulla facciata di uno stabile di proprietà, in via Mazzini. Non solo. Le parole sono legate da un filo alla bocca di un volto disegnato di fronte.

“Vogliono dire chiaramente che parlo molto – sostiene la vittima -, come ho sempre fatto e continuerò a fare, perché io non ho paura della verità. Io….Ma la verità fa male a molti”.

Di quali verità parla, Villani Miglietta?

“Verità scomode, anche quelle raccontate da persona informata sui fatti alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria quando sono stato convocato, negli ultimi anni”.

Ha presentato degli esposti?

“No, sono stato chiamato in relazione a vicende amministrative come anche per vicende relative alla Bcc. Vige il segreto istruttorio ed è mia intenzione mantenere il riserbo. Va da sé che non mi tirerò mai indietro quando la giustizia mi chiederà collaborazione, né le minacce possono servire a molto. Non sono uno che si spaventa e anche i miei nemici lo sanno bene”.

Minacce? Nemici? Parla al plurale…

“Di gesti intimidatori proprio in questi giorni ce ne sono stati altri. Ignoti hanno appiccato il fuoco ad alcune piante ornamentali all’ingresso di una masseria di mia proprietà, “Sali Rossi”, sulla strada per Novoli. Qualcun altro invece ha scaricato un ingente quantitativo di spazzatura nei pressi di un’altra mia proprietà, “Li Pampuli”. Ho fatto spallucce e lasciato perdere, alla luce dell’ultimo episodio invece denuncerò.   Quanto ai nemici, beh…uno se li fa sempre quando parla a ruota libera senza tema di essere smentito. Nemici in paese come nei Comuni limitrofi…”.

Da quando si respira aria pesante in paese? Lei è stato sindaco, come vede oggi il suo paese?

“Dai tempi in cui è esplosa l’inchiesta Bcc l’aria si taglia a fette, è come se in paese vi fosse una guerra in atto, silenziosa, continua. L’uno contro l’altro, un clima inasprito non solo da vicende giudiziarie su cui si farà chiarezza ma da rapporti personali lisi, posizioni di contrasto. Ai miei tempi era diverso, eppure non sono passati tanti anni… qualcosa è cambiato, anzi tanto è cambiato. In peggio.

Nei giorni scorsi altre scritte intimidatorie sono comparse sui muri di edifici pubblici in paese. Pare che la vittima destinataria dei messaggi fosse il sindaco Giancarlo Mazzotta. Crede sia la stessa mano?

“Potrebbe, certo. Almeno guardando i caratteri, ma non ne ho certezza. Io però non ho intenzione di cancellare quella scritta, come invece hanno fatto altri. La terrò lì, perché mi basta la consapevolezza di non essere mafioso. Né io né la mia famiglia. I mafiosi sono altri, basta guardare negli alberi genealogici. Il mio ha fronde sane e rigogliose”.

Un’altra scritta è stata scoperta, in tarda mattinata, nei pressi della scuola elementare di via Stazione: “nuovi simboli nuovi fascisti”, stesse tempistiche. Destinatari ignoti, unico legame – ma resta un’ipotesi – con l’ex deputato, il credito politico.

IL RETROSCENA

Achille Villani Miglietta figura, nei documenti della Procura di Lecce relativi al caso-Bcc Terra d’Otranto, insieme ad altre sette persone quale persona offesa.

Socio della stessa Banca del credito cooperativo (Bcc) tra i cui fondatori figura il padre Camillo e schierato, nella corsa al rinnovo delle cariche sociali del 4 maggio 2014, con lo sconfitto Giulio Ferrieri Caputi, nella cui lista figurava il figlio dello stesso Villani Miglietta, Camillo – omonimo del nonno -. L’ex deputato appoggiò anche Giancarlo Mazzotta nella tornata elettorale amministrativa che lo decretò sindaco di Carmiano nella prima legislatura.

Secondo gli investigatori, gli otto, tutti vicini alla lista Ferrieri Caputi, furono a vario titolo avvicinati, in periodo antecedente al rinnovo delle cariche sociali dell’istituto di credito, sia per cambiare il proprio indirizzo di voto, che in virtù delle loro posizioni o dell’elevato numero di deleghe di cui erano in possesso.

Alcuni di loro, tra cui Villani Miglietta, denunciarono alle forze dell’ordine, anomalie nelle operazioni di voto del 4 maggio, quando soggetti che non avevano ancora espresso le proprie preferenze, ad esempio, risultavano invece aver già votato.

 

Dal 15 aprile ad oggi, le scritte preoccupanti sui muri di Carmiano sono state sei, comprese le ultime:

“Sindaco mafia”, 15 aprile; “sindaco mafioso!” e “Se il pastore è falso il gregge è perduto… Gesù”, 19 aprile; “Mafia Mafia”, 30 aprile;

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

About The Author

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Related posts