Daspo Urbano, decreto Minniti. Ai parlamentari pugliesi non piace

“INDESIDERATI A CASA NOSTRA”. Daspo urbano. Alla Camera vince il partito dei parlamentari pugliesi che non partecipano al voto, al Senato la maggioranza è contraria
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di Vincenzo Murgolo e Davide Impicciatore
Master in Giornalismo Università di Bari

QUARTA PUNTATA. Dopo aver passato l’esame alla Camera, è stato approvato mercoledì 12 aprile dal Senato il cosiddetto “decreto sicurezza” (dl 20/2017), contenente “disposizioni urgenti in materia di sicurezza della città”.

Il decreto è stato presentato lo scorso 20 febbraio dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, di concerto con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e quello per gli Affari regionali, Enrico Costa. Alla base del testo – si legge – la “straordinaria necessità ed urgenza di introdurre strumenti volti a rafforzare la sicurezza delle città e la vivibilità dei territori e di promuovere interventi volti al mantenimento del decoro urbano”.

Il decreto, approvato il 16 marzo dalla Camera, è diventato legge dopo l’approvazione da parte del Senato nella giornata di mercoledì.

Ma come hanno votato i parlamentari, e in particolare quelli eletti in Puglia, a Montecitorio prima e a Palazzo Madama poi?

IL VOTO DELLA CAMERA

Il primo passaggio parlamentare si è tenuto il 16 marzo alla Camera dei deputati.

Alla seduta hanno partecipato 352 parlamentari, 286 dei quali hanno espresso un voto mentre gli altri 66 si sono astenuti. A favore del decreto hanno votato in 230, mentre gli altri 56 hanno espresso un voto contrario.

Restringendo il campo ai deputati eletti in Puglia8 di loro hanno votato a favore (6 del Pd e 2 appartenenti al Gruppo Misto), 6 contro (uno di Forza Italia2 del Gruppo Misto e 2 del neonato Movimento Democratico e Progressista), 5appartenenti al Movimento 5 Stelle si sono astenuti. Dei rimanenti 25 deputati, 19 non hanno partecipato alla votazione e 6 erano assenti perché in missione. Vince dunque il partito del non voto.

Guardando i numeri della votazione dal punto di vista degli schieramenti politici, si nota come il Partito democratico sia diviso tra chi ha votato a favore (6) e chi non ha preso parte alla votazione (6) o non era in aula perché in missione (3). La principale forza di opposizione, il Movimento 5 Stelle, non ha espresso un voto contrario sebbene 5 suoi deputati  si siano astenuti e un altro non fosse presente in aula. Dei deputati appartenenti a Forza Italia, uno ha espresso voto contrario e un’altra non ha partecipato alla votazione. Per quanto riguarda il gruppo di Sinistra Italiana, un deputato non ha partecipato al voto e un’altra era assente perché in missione. Più eterogenea la posizione degli appartenenti al Gruppo Misto2 hanno votato a favore, altrettanti si sono dichiarati contrari e ben 7 hanno scelto di non partecipare alla votazione. Il Movimento Democratico e Progressista, composto dai fuoriusciti del Pd, esprime due voti contrari e un deputato non presente alla votazione. Le altre sigle che esprimono eletti in Puglia hanno espresso un voto contrario, due deputati che non hanno preso parte alla votazione e altrettanti assenti perché in missione.

Di seguito l’elenco dettagliato della votazione dei deputati eletti in Puglia.

 

IL VOTO DEL SENATO

La votazione al Senato si è invece svolta due giorni fa. Anche Palazzo Madama ha approvato il decreto con 141 voti favorevoli,97 contrari e 2 astenuti. Restringendo, anche in questo caso, il campo ai senatori eletti in Puglia5 di loro (3 del Pd, uno di Gal euno di Alleanza Popolare) hanno votato a favore, 10 (4 delMoVimento5Stelle5 del Gruppo Misto e uno di Ala) contro, un senatore del Gruppo Misto non ha partecipato alla votazione e 4(uno del Gruppo Misto, uno di Ala e 2 di Forza Italia) erano assenti. Per quanto riguarda, invece, le singole forze politiche, i tre senatori del Pd hanno votato a favore del provvedimento, i 4del MoVimento5Stelle hanno votato contro, il Gruppo Misto ha espresso 5 senatori contrari, uno che non ha partecipato al voto e un altro che non era presente in aula. Dei due esponenti eletti in Puglia e facenti parte di Ala (la formazione politica fondata da Denis Verdini) uno ha votato contro il provvedimento e un altro non era presente in aula. Assenti anche i due senatori eletti nelle file di Forza Italia, mentre il senatore di Gal e quello di AlleanzaPopolare hanno votato a favore. Questi, nel dettaglio, i voti espressi dai senatori eletti in Puglia.

Abbiamo quindi visto come i parlamentari eletti in Puglia alla Camera abbiano per la maggior parte non votato, mentre al Senato abbiano espresso voto contrario al decreto presentato dal Governo. Un testo che non rappresenta la volontà dei pugliesi e che a Bari è stato “anticipato”, almeno nei suoi principi ispiratori. Infatti la misura di sicurezza del “foglio di via” ha riguardato quattro persone (tre attivisti politici e un ricercatore universitario) che hanno ricevuto l’avviso dell’avvio dell’iter amministrativo di espulsione dalla città per tre anni a causa dell’occupazione abusiva di una struttura di proprietà della Provincia. Una decisione che ieri ha indotto alcuni cittadini del capoluogo pugliese ad organizzare  il presidio #SeMiCacciNonVale.

L’INCHIESTA

GLI INDESIDERATI DI CASA NOSTRA

#SeMiCacciNonVale

“Indesiderata a casa mia”

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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