#SeMiCacciNonVale

Bari. Cittadine, cittadini, occupanti di Villa Roth, docenti universitari, studenti in difesa dei ”colpiti dalla repressione” dei fogli di via
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Di Tommaso Felicetti
Fotoreportage Anna Rita Amoruso
Praticanti al Master di Giornalismo, Università di Bari

“GLI INDESIDERATI DI CASA NOSTRA”. PRIMA PUNTATA

SECONDA PUNTATA. Cittadini attivi, studenti, esponenti di collettivi sociali, perfino docenti universitari a difesa delle quattro persone che, domiciliate nel capoluogo pugliese, hanno ricevuto nei giorni scorsi un avviso di “foglio di via”, il cui iter amministrativo, se dovesse concludersi, li radierà dalla città per tre anni. Il presidio di solidarietà si è svolto oggi a partire dalle 17.30 in piazza Prefettura a Bari. Le quattro persone oggi destinatarie dell’avviso, sei anni fa occuparono Villa Roth, un immobile storico abbandonato di proprietà della Provincia. Le indagini sull’occupazione sono durate tre anni e si sono concluse con il rinvio a giudizio di alcuni occupanti per aver essersi allacciati abusivamente alla rete elettrica ed idrica. Questo, ufficialmente, alla base dell’avviso del foglio di via, stando a quanto risulta dalle motivazioni riportate sul documento.

La campagna #SeMiCacciNonVale, avviata dal Collettivo di mutuo soccorso e cassa di resistenza “Non solo Marange” di Bari, mette in evidenza l’aspetto paradossale di questa misura, e si pone a difesa dei “colpiti dalla repressione e contro la criminalizzazione delle lotte sociali a Bari”.

“L’uso delle misure preventive di polizia è aumentato drasticamente negli ultimi anni, colpendo i militanti e le militanti NOTAV e NOMUOS, coloro che lottano contro le carceri e CIE, sino ad arrivare al loro utilizzo per impedire la partecipazione a manifestazioni e cortei”, ha dichiarato il Collettivo.

Inoltre, “questi Fogli di via sembrano il frutto di una azione repressiva cieca, indiscriminata e spropositata nei confronti dei movimenti sociali e di tutti coloro che intendono esprimere il proprio dissenso. Ripulire le città è l’obiettivo finale, ancor di più in vista del prossimo G7 dei ministri economici”, ha concluso “Non solo Marange”.

Tra i manifestanti di oggi – come simbolo dell’Università di Bari – c’era la professoressa Paola Zaccaria che già lo scorso 8 marzo si è proposta come mediatrice tra l’Università e gli attivisti durante la manifestazione “Non una di meno” contro la violenza sulle donne.

Ed è già pronta una raccolta firme di numerosi docenti dell’Università, a sostegno della libertà di pensiero, garantita dalla Costituzione. Perché la libertà di pensiero include anche il dissenso politico.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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